Il trasporto merci a livello transnazionale ha bisogno di un piano di emergenza condiviso da tutti gli stati membri dell’Unione europea in caso di pandemia. È questa la principale necessità emersa...

Trasporto merci: nuove direttive europee

Attualità postato da AleLonghi || 7 mesi fa

Il trasporto merci a livello transnazionale ha bisogno di un piano di emergenza condiviso da tutti gli stati membri dell’Unione europea in caso di pandemia. È questa la principale necessità emersa dall’emergenza sanitaria attuale

 

Il covid non frena il trasporto merci, ma servono nuove direttive comuni


L’epidemia in corso in questi mesi a livello globale ha interessato a vario titolo e a vario livello tutti i settori economici del nostro e degli altri paesi. Il settore dei trasporti merci non fa certo eccezione. Il settore in questi mesi di crisi non si è fermato e ha continuato a essere operativo, anche nella sua versione transnazionale, ma con alcuni limiti. Ecco perché il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a eleborare un piano di emergenza condiviso e valido per tutti i paesi in caso di nuova pandemia.  

 

I punti comuni del piano emergenza


Il piano di emergenza comune dovrebbe avere tra i principali punti:

· istituzione di un quadro normativo inerente le deroghe da applicare in caso di pandemie e altre situazioni di crisi

· mantenimento delle operazioni di trasporto merci lungo i collegamenti transfrontalieri essenziali, nonché i relativi servizi ausiliari che sostengono il funzionamento di tale rete

· garanzia di libera circolazione degli autotrasportatori salvaguardando nel contempo la protezione della loro salute e sicurezza

 

 

Altri punti chiave del piano di emergenza


Tra gli altri punti da chiarire a livello internazionale, l’impegno dell’interno settore a diminuire il proprio impatto climatico nel prossimo trentennio e un’estensione della digitalizzazione a tutte le aziende.

 

La situazione attuale del trasporto merci

 

Quello che il settore del trasporto merci ancora oggi sta vivendo durante questa seconda ondata di coronavirus, è una situazione fuori controllo in cui ogni stato applica regole a livello nazionale. Certo, alcune normative sono generalizzate per tutti gli stati europei e condivise anche oggi. Per esempio, per alcuni stati è fatto divieto agli autotrasportatori di accedere in altri, se non muniti di certificazione attestante lo stato di salute del guidatore, o il referto negativo del tampone effettuato non oltre le 48 ore precedenti.



Alcuni stati dell’Unione Europea hanno poi vietato in maniera categorica l’ingresso agli autotrasportatori provenienti anche da alcune regioni del nostro territorio considerate particolarmente a rischio pandemia, come l’Emilia Romagna. Per esempio, un’azienda attiva nel trasporto merci a Piacenza a oggi si vede negata la possiiblità di svolgere le proprie attività in altri paesi membri dell’Unione europea. Un danno non da poco, se si considera che ormai le aziende del nostro paese sono quotidianamente in contatto con realtà estere.