Come si arriva alla creazione del personal computer, la rivoluzione di Steve Jobs e le prime macchine per i calcoli: la storia in un saggio pubblicato da Federico Motta Editore su “L’età moderna”.

Cultura e Società postato da articolinews || 10 giorni fa

Sono trascorsi 40 anni dall’invenzione del primo Macintosh, la linea di computer di Apple che ha rappresentato una svolta nella storia dell’informatica. Nel saggio “Il computer”, pubblicato su “L’età moderna” di Federico Motta Editore, Gabriele Balbi e Michela Naci ne raccontano l’evoluzione. Federico Motta Editore: l’evoluzione del Macintosh e la diffusione del computer Inizialmente riservato solo a professionisti e appassionati di informatica, il computer diventa per la prima volta uno strumento presente in tutte le case in una visione di Steve Jobs. Fu il fondatore di Apple che, attraverso l’invenzione del Macintosh, avviò una profonda trasformazione nel campo dell’informatica, finendo per plasmare il mondo in cui viviamo. Costruito insieme a Steve Wozniak nel 1984, il primo Macintosh era composto da un mouse e da un sistema operativo a finestre, caratteristiche che contraddistinguono ancora oggi qualsiasi computer. L’invenzione dei costruttori di Apple I e II iniziò progressivamente ad entrare nelle abitazioni private, dando il via alla vendita su larga scala di questi sofisticati calcolatori. La storia del Macintosh e del computer viene raccontata da Gabriele Balbi e Michela Nacci nel saggio “Il computer”, pubblicato su “L’età moderna” di Federico Motta Editore. Federico Motta Editore: dalle macchine per i calcoli al primo computer Ma come si è arrivati alla creazione del personal computer? Come spiegato nell’opera edita da Federico Motta Editore, già nell’antichità gli uomini cercarono di creare una macchina che riuscisse a far risparmiare loro i calcoli più complessi. Gli abachi e gli astrolabi nacquero proprio a questo scopo e per molto tempo furono utilizzati come ausilio per effettuare lunghi calcoli. Si deve poi aspettare il Seicento per l’invenzione, ad opera di Pascal e Leibniz, delle macchine per i calcoli. I due ritenevano che fosse indegno per un uomo perdere tanto tempo nello svolgimento di calcoli che potevano essere effettuati da una macchina. Nell’Ottocento Charles Babbage inventò poi la macchina analitica, conosciuta anche come il primo computer meccanico, con caratteristiche che richiamano quelle dei moderni calcolatori. Fu solo nel XIX secolo però che si diffuse negli USA un certo interesse per le macchine calcolatrici e nel Novecento, grazie anche all’opera di studiosi come Turing e von Neumann, si fecero passi da giganti.

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