Dopo la contaminazione alla diossina, è la volta di un impressionante colore azzurro che assume una partita di mozzarelle venduta a Torino, Trento, Bologna, Bari e a La Maddalena. I sequesti...

Mozzarelle Blu,sempre piu' a rischio la nostra salute.

mozzarelle blu

Dopo la contaminazione alla diossina, è la volta di un impressionante colore azzurro che assume una partita di mozzarelle venduta a Torino, Trento, Bologna, Bari e a La Maddalena. I sequesti riguardano tre marchi: Land, venduto da Eurospin, Lovilio, venduto da Lidl, e Malga Paradiso, venduto da MD discount, tutti prodotti in Germania dalla ditta Milchwerk Jager Gmbh & Co. I Nas dei carabinieri, avvertiti dalla segnalazione di una signora che aveva fotografato con il cellulare una mozzarella blu, hanno sequestrato 70 mila latticini adulterati (l’intera partita, dunque non ci sono rischi di trovarne ancora in vendita sugli scaffali). Ancora ignote le cause del cambiamento di colore delle mozzarelle a contatto con l’ossigeno.Alcuni campioni sono stati depositati per le analisi microbiologiche e chimiche, presso i laboratori dell'istituto zooprofilattico di Torino e del Centro antidoping del San Luigi Gonzaga di Orbassano. Al momento mancano però gli elementi per configurare ipotesi di reato, che potrebbero invece emergere nel momento in cui i prodotti alimentari risultassero essere inquinati da sostanze tossiche o da forti cariche batteriche. Quello che si sa, è che le cause potrebbero essere due: il pseudomonas fluorescens, il batterio responsabile dell’insolita sfumatura blu, potrebbe aver contaminato l’acqua delle mozzarelle a causa dello scarso ricambio; oppure le cattive condizioni igieniche del luogo di produzione potrebbero aver favorito l'accaduto.Secondo la Coldiretti, la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte straniero o addirittura una su quattro con cagliate industriali (semilavorati) provenienti dall'estero. Dalle frontiere italiane sono passati in un anno, secondo l’associazione dei coltivatori diretti, ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi all'insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori.