Uno dei vantaggi laddove compatibile con la mansione svolta, è la possibilità, per il lavoratore, di prestare la propria opera praticamente ovunque, anche all’estero.

Lavoro postato da biomeglio || 2 mesi fa

Con la fine dell’emergenza sanitaria molte aziende hanno continuato a ricorrere a questa tipologia lavorativa che in Italia si è imparato a conoscere bene solo durante i mesi del lockdown, sebbene esista da tempo, rivelando uno strumento efficace per gestire il lavoro in quei mesi. In quel periodo, tuttavia, si è dovuto derogare alla normativa in materia di lavoro agile (Dlgs. 81/2017), che impone un accordo tra le parti, ricorrendo ad una modalità semplificata, che riconosce al datore la decisione unilaterale di ricorrere allo smart working. Con la fine dell’emergenza sanitaria e il ritorno in ufficio, questa formula è stata prorogata sono per specifici casi, come quello dei lavoratori fragili. In tutti gli altri casi, invece, ci si sta organizzando per rendere questa tipologia lavorativa strutturale, ma ci sono alcuni ostacoli, che emergono, ad esempio, nei casi in cui un lavoratore esegue il proprio lavoro, in tutto o in parte, in uno stato diverso da quello in cui ha sede l’azienda per cui lavora.

Fonte: https://posizioniaperte.com/lavorare-in-smart-working-all-estero/