Un criminale che spaccia, una volta arrestato, secondo il dettame costituzionale dovrebbe uscire “rieducato” e cambiare vita.

Cultura e Società postato da comunicatifirenze || 2 anni fa

Prendendo spunto da una notizia di cronaca, viene spontanea una riflessione sull’efficacia rieducativa delle pene detentive correnti. Ad Agrigento un 28enne ai domiciliari per una precedente condanna per droga, è stato arrestato in flagranza di reato in quanto deteneva in casa cocaina, marijuana e tutto l’armamentario classico per la preparazione e lo spaccio delle dosi. A San Giovanni in Fiore (KR) stessa situazione: un 26enne ai domiciliari da un mese per droga, nello specifico marijuana ed eroina. In seguito a un’ulteriore perquisizione nella casa dove risiede, sono stati trovati più di un etto di marijuana e un bilancino, chiaro segno che lo spaccio stava continuando nonostante gli arresti domiciliari.

La Costituzione italiana all’articolo 27 dice che “le pene devono tendere alla rieducazione del condannato”. Quale rieducazione stava venendo effettuata su questo spacciatore recidivo? Evidentemente nessuna. Eppure id programmi che tendono alla rieducazione ne esistono eccome: uno su tutti il “Criminon”, programma di volontariato di riabilitazione del criminale che utilizza tecnologie sviluppate da L. Ron Hubbard per aiutare i detenuti a recuperare l’orgoglio e l’autostima. Viene applicato in più di 2.000 prigioni in tutto il mondo, coinvolgendo oltre 100.000 detenuti, con risultati notevoli relativi alla riduzione della recidiva.

Un'altra strategia per evitare che qualcuno dedichi la propria vita ad avvelenare le altre persone per guadagno personale, è quella della prevenzione: se si riesce a ridurre il consumo di droga, inevitabilmente si assesta un colpo efficace alla produzione e allo spaccio

La campagna “La Verità sulla Droga” è nata per informare i giovani prima vengano “informati” dagli spacciatori, dagli “amici” più grandi o da innumerevoli siti internet che magnificano le proprietà allucinatorie o curative delle droghe e danno “consigli” su come sballarsi al meglio.

La campagna è portata avanti dall’associazione “Un Mondo Libero dalla Droga”. Si tratta di un’associazione internazionale che si batte per ottenere una società nel quale la droga non costituisce più una piaga sociale. Le attività di “Un Mondo Libero dalla Droga” consistono nell’andare nelle scuole e raccontare ai ragazzi la verità sulla droga: lezioni di due ore che includono video, dati scientifici, dati statistici e testimonianze. Un ragazzo informato sulla droga molto difficilmente ne diverrà schiavo. Un ragazzo informato, che pensa con la sua testa, pretenderà che gli sia dato un aiuto sincero, reale e naturale, senza ricorrere a droghe e farmaci dannosi. Anche da adulto, si rifiuterà di diventare un tossicodipendente di sostanze legali o illegali.

La Chiesa di Scientology sostiene la campagna di “Un Mondo libero dalla Droga” fin dalla sua fondazione. L’associazione organizza eventi pubblici e lezioni nelle scuole, per informare sugli effetti dannosi degli stupefacenti e degli psicofarmaci. A partire dal 2015 i volontari della campagna hanno tenuto lezioni a migliaia e migliaia di ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori.

“L'arma più efficace nella guerra contro la droga è l'educazione.” L. Ron Hubbard

Fonte: http://it.drugfreeworld.org