Uova e derivati al fipronil, ancora segnalazioni del Ministero della salute e di RASFF       Secondo i campionamenti promossi il 27 ottobre dal Ministero della salute, in Italia si continuano a...

Uova e derivati al fipronil, ancora segnalazioni del Ministero della salute e di RASFF

giovanni d'agata

 

Uova e derivati al fipronil, ancora segnalazioni del Ministero della salute e di RASFF

 

 

 

Secondo i campionamenti promossi il 27 ottobre dal Ministero della salute, in Italia si continuano a trovare campioni di uova contaminate con il Fipronil, l’insetticida che ha fatto scoppiare un grave caso di sicurezza alimentare in tutta Europa. Il sistema di allerta europeo Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed) oggi ha pubblicato un avviso riguardante la contaminazione da Fipronil per uova e ovoprodotti provenienti dalla stessa Italia per i nostri mercati alimentari. Tale contaminazione trae origine dalla disinfestazione degli allevamenti effettuata illecitamente con sostanze addizionate appunto con Fipronil, che ha finito per depositarsi sulle lettiere usate dagli animali. L’allerta 2017.1848 riguarda prevalentemente uova e derivati. Ancora una volta il problema fipronil dimostra di essere grave, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non tanto per gli aspetti collegati al rischio sanitario dei consumatori, ma perché rivela come la furbizia e la malafede di un’azienda o di alcune persone, vendendo un prodotto contraffatto, possa mettere in crisi l’intero sistema di sicurezza alimentare europeo. Lo scandalo presenta pericolose analogie con la vicenda del 2005 del colorante cancerogeno Sudan, aggiunto in modo fraudolento al peperoncino per migliorare il colore rosso. Allora in Europa vennero richiamati e ritirati dal mercato migliaia di prodotti di centinaia di marche che avevano utilizzato il peperoncino, con danni economici gravissimi. Cercare di prevenire questo tipo di incidenti è molto difficile, perché di fronte alla malafede e alla volontà di imbrogliare il prossimo le precauzioni servono a poco. L’unica cosa da fare in questi casi è comunicare subito agli altri Paesi coinvolti l’allerta e tenere informati i consumatori fornendo indicazioni chiare e adeguate con una valutazione del rischio. Questo aspetto della comunicazione ai cittadini è fondamentale.