Stress & Performance Atletica di Cesare Picco, Psicologo e Psicoterapeuta nella collana Punti di Vista, si propone di  fornire uno strumento utile nella pianificazione degli allenamenti che...

Stress & Performance Atletica di Cesare Picco, Psicologo e Psicoterapeuta nella collana Punti di Vista, si propone di  fornire uno strumento utile nella pianificazione degli allenamenti che permetta di raggiungere alti livelli prestazionali, attraverso la comprensione del funzionamento interno degli atleti.
Il volume è rivolto principalmente ai professionisti coinvolti nel settore sportivo: psicologi sportivi, allenatori, dirigenti, preparatori e atleti evoluti che desiderano migliorare le proprie performance.

Un ruolo determinante nella qualità dei nostri risultati sportivi è giocato dalla variabile mentale.
In cosa consiste l'aspetto mentale? Come allenare la nostra mente per avere una ricaduta a livello sportivo? Cesare Picco, autore del libro, risponde a queste domande ponendo al centro della scena il concetto di stress e la sua gestione.

L’idea che a livelli bassi e alti di stress la performance sia insoddisfacente e a livelli intermedi sia ottimale rappresenta il funzionamento solo di una fetta della popolazione, ma non della totalità. Da qui la necessità di allargare questo modello, integrandolo con ulteriori modalità. Il rapporto tra stress e performance è, specificamente, il filo rosso e l’argomento intorno al quale questo libro si sviluppa.

Il libro si divide in 5 capitoli.
Nel primo presenta le principali basi teoriche riguardanti la tematica dello stress, declinandole in ambito sportivo.
Nel secondo capitolo analizza la relazione tra stress e performance, spiegando come venga tradizionalmente descritto attraverso una curva a campana, che si rifà alla legge di Yerkes e Dodson. Fornisce inoltre delle indicazioni per individuare in quale punto, lungo la curva, un atleta possa situarsi e se possa, per lui, essere funzionale a fini prestativi aumentare o ridurre il proprio livello di stress.
Nel capitolo 3 propone come la legge di Yerkes e Dodson, e la curva a campana con cui viene raffigurata, sia rappresentativa solo di una fetta della popolazione atletica, ma non della totalità.
A questa modalità, chiamata motore a benzina sono affiancate altre quattro possibili interazioni tra livelli di stress percepiti e bontà prestativa, che definisce: motore a diesel; motore a gas; motore a funzionamento misto A; motore a funzionamento misto B.
Chiarisce come alcuni atleti funzionino meglio a livelli bassi di stress, mentre altri a livelli alti di stress.
Nel capitolo 4 presenta le principali caratteristiche di personalità che in letteratura vengono associate alla tematica dello stress, analizzando come queste si combinino ai diversi “motori”.
Fornisce, inoltre, alcune indicazioni su come, per ogni caratteristica, sia importante lavorare per ottenere la migliore performance atletica.
Nel capitolo conclusivo si concentra sul perchè saper delineare la propria curva stress-performance, il proprio motore, e sapersi muovere consapevolmente lungo di essa, costituiscano l’aspetto fondamentale per il mental training in ambito sportivo.
Accenna, infine, alla possibilità di modificare la curva stress-performance nell’arco della vita.

Fonte: http://www.edizioni-psiconline.it/blog/stress-e-performance-atletica-gestire-lo-stress-e-migliorare-le-prestazioni-sportive.html