Dal calendario odierno dei dati macro dovrebbero emergere segnali contrastanti relativi alla fiducia Europea. Dal lato delle imprese, infatti, le letture preliminari degli indici PMI di novembre...

Situazione mercati del 22 Novembre 2012

postato da shaahir69 il 22/11/2012
Categoria: Finanza - tags: economia + finanza

Dal calendario odierno dei dati macro dovrebbero emergere segnali contrastanti relativi alla fiducia Europea. Dal lato delle imprese, infatti, le letture preliminari degli indici PMI di novembre per settore Manifatturiero e dei Servizi nella zona euro, nonché in Germania e Francia, dovrebbero segnalare marginali aumenti della fiducia. Un nuovo deterioramento è invece atteso per l’indice di fiducia dei consumatori che dovrebbe scendere al nuovo minimo della serie a -25,9. Indicazione positiva dall’ HSBC sull’economia cinese , che fornisce numeri incoraggianti (50,4 dal precedente 49,5).

Azionario
Chiusure in rialzo per i principali indici statunitensi nella seduta di ieri, caratterizzata da volumi ridotti per la vigilia della festività del Ringraziamento; il mercato rimarrà infatti chiuso nella giornata odierna.

Gli operatori restano ancora cauti in attesa di verificare le evoluzioni circa l’importante accordo sul fiscal cliff e circa la concessione di nuovi aiuti alla Grecia. In chiusura, il Dow Jones ha realizzato un guadagno dello 0,38%, il Nasdaq dello 0,34% e l’S&P500 dello 0,23%. A livello settoriale, il sostegno è arrivato dal Telefonico, Tecnologico e dal settore Energia.
Chiusura in positivo di Tokyo con l'indice Nikkei in rialzo dell'1,6% ai massimi da oltre 6 mesi. Sono stati soprattutto i produttori di auto e le società di elettronica, spinti dalle attese che una decisa svalutazione dello yen possa imprimere slancio ai propri utili a favorire il recupero dell'indice. L'indice Nikkei ha terminato la seconda settimana consecutiva al rialzo.

L'azionario europeo stamene risulta in rialzo.

Titoli di stato e tassi
Seduta in recupero per il debito italiano che vede un’evoluzione in positivo nel corso del pomeriggio e archivia così la seduta con flessioni dei rendimenti pari a 4pb circa sulle scadenze più brevi. Risultano dunque poco variati i rendimenti dei Btp con il decennale che si attesta a 4,83%, mentre il tasso a due anni si porta in area 2,11%.

A favorire un ritorno della fiducia sono le dichiarazioni di diversi esponenti del governo tedesco che rilanciano nuove aperture in merito alla risoluzione del nodo greco con la possibilità di un nuovo taglio del debito di Atene attraverso un’operazione di riacquisto dei titoli di stato sul mercato. Sostenuti da queste notizie e favoriti dagli aumenti registrati dai tassi dei paesi core, gli spread dei periferici registrano nuovi riassorbimenti con il differenziale Btp-Bund che sulla scadenza a 10 anni si porta al di sotto della soglia di 340pb, mentre il Bonos spagnolo mette a segno un restringimento di quasi 10pb per chiudendo a 426pb. Sarà proprio Madrid al centro dell’attenzione nella giornata odierna: in programma, infatti, per oggi una nuova serie di aste sul primario a medio e lungo termine per un valore complessivo di 2,5-3,5 miliardi di euro che darà il via al programma di finanziamento del 2013, dopo che ieri il Governo ha fatto sapere di aver registrato un deficit pubblico pari al 3,9% del PIL nei primi 10 mesi dell’anno. Il dato di finanza pubblica di ottobre è stato letto positivamente dai mercati dato che aumenta le probabilità per la Spagna di rispettare il target del 4,5% per il deficit 2012.

Cambi
Duplice focus sul mercato dei cambi. Da un lato l'euro in risalita, sopra area 1,2850 contro dollaro, nelle contrattazioni della mattinata, sostenuto dalle aspettative di un accordo sul debito greco nell'Eurogruppo di lunedì prossimo. Dall’altro, prosegue la pressione ribassista sullo yen che continua a pagare la speculazione su un ulteriore allentamento della politica monetaria in Giappone, dopo le prossime elezioni politiche del 16 di dicembre.

Risorse di base
Quotazioni in tenuta per tutti i comparti delle risorse di base. Da una parte l'indicazione positiva giunta dall'economia cinese con il PMI manifatturiero, stima flash di novembre a cura di HSBC, che fornisce sostegno ai prezzi (50,4 dal precedente 49,5), dall'altra il “cessate il fuoco” a Gaza allenta alcune delle pressioni rialziste presenti sul mercato nelle ultime sedute (il Brent storna leggermente ma resta sopra i 110 dollari al barile).