Per la Cassazione passibile di sanzione penale il proprietario Ammenda di 200 euro caduno a marito e moglie che non evitano il disturbo ai vicini

Se il cane abbaia di notte ne risponde penalmente il proprietario

 giovanni d'agata

 Colpa del cane o del padrone? Per la prima sezione della Cassazione penale è colpa del padrone se il proprio cane abbia di notte molestando i vicini. La decisione che fa sorridere, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è stata presa con la sentenza n. 715/11 secondo cui la è punibile con la contravvenzione prevista dall’articolo 659 del codice penale il proprietario dell’animale che non impedisce i rumori notturni molesti dell’animale di fronte alle ripetute proteste dei vicini di casa.

Nel respingere il ricorso dei proprietari di due cani custoditi nel cortile della loro abitazione condannati all’ammenda di 200 euro caduno prevista dalla contravvenzione, gli ermellini hanno così motivato sulla falsariga di alcuni precedenti giurisprudenziali: “quanto ai requisiti del reato, per la sussistenza dell’elemento psicologico della contravvenzione di cui all’art. 659 c.p., attesa la natura del reato, è sufficiente la volontarietà della condotta desunta dalle obbiettive circostanze di fatto, non occorrendo, altresì, l’intenzione dell’agente di arrecare disturbo alla quiete pubblica (Cass., Sez. I, 26/10/1995, n. 11868) mentre elemento essenziale della fattispecie di reato in esame è l’idoneità del fatto ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone e non già l’effettivo disturbo alle stesse (Cass., Sez. I, 13/12/207, n. 246)”.