Fare Investimenti nel Forex non è poi così semplice e un pò di teoria non guasta mai soprattutto in vista di un'operatività precoce e un'interesse votato solamente al guadagno facile che è...
postato da stefano24 il 18/05/2011
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Il Forex è un mercato mondiale e come tale risulta essere aperto 24 ore su 24 su dal lunedi al venerdì tutte le piazze del pianeta (marginali eccezioni sono presenti sui mercati mediorientali nel weekend). E’ molto importante conoscere gli orari delle principali piazze valutarie in quanto per alcuni Forex cross gli scambi sono più intensi all’interno di certi range orari piuttosto che altri.
Prendendo come riferimento l’orario di New York dove il mercato Forex apre le contrattazioni alle 8 AM e chiude alle 5 PM e dove si registra il 20% dei volumi forex totali, a Londra si apre alle 3 AM (sempre ora di NY) e si chiude alle 12 AM con un volume di scambi pari al 35% del totale (è la piazza più importante), a Sydney si apre alle 5 PM e si chiude alle 2 AM (4% degli scambi) e a Tokyo alle 7PM si apre e alle 4 AM si chiude (6% dei volumi Forex totali). Se ad esempio sulla piattaforma di un broker si cerca vuole cercare di guadagnare sui movimenti del Dollaro Australiano, si dovrà cercare di concentrare la propria operatività negli orari di apertura di Sydney, orari nei quali l’Aussie tenderà ad essere maggiormente scambiato tra i broker locali.

Un concetto fondamentale nel Forex è il PIP “Point in Percentage", ovvero numero punti in percentuale. In maniera molto semplicistica la parola PIP rappresenta l’unità sulla quale vengono calcolati i guadagni o le perdite accumulate dei propri Investimenti. Quando si sceglie un Forex broker, bisogna tenere in considerazione anche la leva che si andrà ad utilizzare nei vari trade. Solitamente, di default, nei conti mini offerti dai broker specializzati, ogni pip rappresenta 0,10 $ e questo significa guadagnare/perdere 10 $ nel caso il cross scelto salga o scenda di 1 figura (ad esempio se su Eur/Usd si passa da 1,4000 a 1,4100). Ovviamente se il conto è standard ogni pip raprresenterebbe 1 $ ed in questo caso azzeccare una figura di guadagno si tradurrebbe in un utile di 100 $.
La grande opportunità che offre il forex al trader dilettante tramite le numerose piattoforme di broker presenti in rete, è quella di poter operare indifferentemente su una vastissima lista di cross valutari sia dal lato lungo che dal lato corto senza nessun tipo di onere. Ad esempio sullo stesso cross si può operare al rialzo o al ribasso sfruttando l’ampia volatilità che il mercato Forex offre in una giornata di trading. In questo caso non si è gravati di nessun costo se non lo sprad in termini di pip che viene retrocesso all’atto del trade al broker. Se ad esempio sulla piattaforma del broker il denaro lettera di EurUsd il seguente 1.3600 – 1.3603, probabilmente sul mercato all’ingrosso tale spread sarà di 1.3601-1.3602, rappresentando questo differenziale il guadagno effettivo del broker sull’operazione.

Ora uno sguardo agli indicatori economici. Essi rappresentano certamente uno dei catalizzatori principali dei movimenti di prezzo nel mondo del Forex e quindi variabili da monitorare con attenzione per guadagnare attraverso il trading dei principali forex broker.
Se la salute di una società privata è rappresentata dalle releases dei dati di bilancio, quella di un’intera area economica è aggiornata costantemente dai tantissimi dati macroeconomici che ogni giorno vengono forniti da varie istituzioni. Ovviamente all’interno di questa marea di dati ce ne sono alcuni che creano effetti più importanti di altri in termini di volatilità sul cambio e proprio di questi parleremo nell’articolo odierno, ovviamente riferendoci ai dati americani e tralasciando le definizioni accademiche per concentrarci piuttosto sul come maneggiare le informazioni che escono.
Il Pil rappresenta il metro per eccellenza della forza di un’economia, ma siccome il numero finale rappresenta un valore che esce con molto ritardo rispetto al periodo di competenza, il mercato spulcia con molta attenzione “l’advance report" e il “preliminary report", due informazioni che con una buona approssimazione stimano il dato definitivo del Pil del trimestre precedente.
Le vendite al dettaglio misurano la forza della domanda interna di una certa nazione e quindi lo stato di salute della propensione al consumo degli abitanti di quell’area. Tale indicatore assume una forte rilevanza in quanto considerato anticipatore del ciclo e la revisione successiva spesso accentua la volatilità.

La produzione industriale e più in particolare l’utilizzo della capacità produttiva indicano il grado di uso dei fattori produttivi di un sistema economico. Il massimo per uno stato è vedere crescere la propria produzione industriale con la capacità produttiva ai massimi o vicina a questo limite; attenzione anche però al legame che sussiste spesso tra utilizzo capacità produttiva ed inflazione. Se la prima è surriscaldata gli imprenditori presto potrebbero far ricadere a valle aumenti nei prezzi di vendita di beni e servizi. L’inflazione è certamente un dato anticipatore di quello che potrebbero essere le evoluzioni delle politiche monetarie delle Banche Centrali con ovvie ripercussioni sui differenziali tassi, da sempre propellente decisivo per i trend delle valute.
Non vanno certamente dimenticati altri indicatori in grado di muovere il mercato del forex in modo violento come gli indici Ism, i Non farm payrolls, i prezzi alla produzione, gli ordini di beni durevoli, la vendita di nuove case ed infine il report privato più atteso, la fiducia dei consumatori stilata dall’Università del Michigan. Ma qual è il modo migliore di trattare queste informazioni per guadagnare denaro col Forex?
Intanto conviene sempre tenere a portata di mano un calendario economico dei dati macro previsti per la settimana entrante in quanto spesso il mercato si muove in anticipo e non sulla notizia. 
In seconda battuta selezionare quegli indicatori che in quel preciso momento di mercato agiscono da catalizzatori; ad esempio quando il Dollaro è debole l’inflazione è uno dei dati più seguiti.
Altro elemento importante da valutare è, non solo lo scostamento dai dati precedenti, ma anche dalle attese degli analisti. Spesso dati apparentemente pessimi possono favorire certe divise in quanto nettamente migliori delle attese. Ultimo consiglio. Mai reagire troppo velocemente sulle notizie, spesso i dati del mese precedente possono essere rivisti in modo corposo e spostare il mercato dalla parte opposta a quella ritenuta più logica nell’immediato.

Fonte: http://www.investimenti.net