Di chi è il mondo? Legittimo domandarsi se questa sia una domanda reale oppure solamente una provocazione, perchè dopotutto, uno dei capisaldi della nostra cultura democratica e della nostra...

Riconoscere le Barriere architettoniche

postato da MarcoDegli il 13/06/2012
Categoria: Italia - tags: abbattimento barriere architettoniche

Di chi è il mondo?

Legittimo domandarsi se questa sia una domanda reale oppure solamente una provocazione, perchè dopotutto, uno dei capisaldi della nostra cultura democratica e della nostra stessa civiltà è proprio che il mondo, per natura, è di tutti. Quando vediamo, o pensiamo, ad una strada, ad una struttura statale o comunale, a qualsiasi edificio pubblico, quel termine - pubblico - ha per noi proprio il significato che tutti devono potervi accedere, e usufruire dei servizi necessari e utili che fornisce , con la massima facilità. Far sì che questo sia possibile è per tutti noi una misura della nostra civiltà.

Ma la risposta non è ovvia come ci piacerebbe che fosse: per rendercene conto basta mezz'oretta di sincera osservazione, condotta con occhi aperti e obiettività, del reale stato delle cose. E questa osservazione ci renderà probabilmente un po' meno tranquilli e convinti, ma sicuramente un po' più consapevoli: perchè ci farà scoprire che, al di là dei proclami che anche sinceramente siamo portati a fare, il mondo così com'è appartiene spesso a chi è giovane, a chi è sano, a chi non ha alcun tipo di problema fisico o handicap; ma per il numero vastissimo di persone che non ha questa fortuna, per chi è anziano, per chi è malato, per chi è disabile, insomma per chi non ha pienezza delle forze e della salute, il percorso del mondo è pieno di ostacoli, di barriere, non solo metaforiche ma anche reali, concrete. E da questo nasce l'esigenza di ragionare seriamente sull'abbattimento barriere architettoniche.

Per affrontare il problema, è buona cosa partire dal conoscerlo: domandiamoci quindi, per prima cosa, che cosa SIA una barriera architettonica. Ne abbiamo una definizione elegante e completa, che recita "una barriera architettonica è qualsiasi elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi”. Purtroppo, come tutte le definizioni, anche questa ci dice cosa sia l'oggetto della nostra ricerca, ma non necessariamente ci aiuta a trovarlo nel mondo reale: e se le nostre gambe sono forti, la nostra schiena dritta, e i nostri occhi sani, può esserci difficile immaginare il mondo dalla prospettiva di chi non vede, o non cammina autonomamente. Per queste persone, è barriera una rampa troppo ripida, un bancone troppo alto, una scala anche solo di pochi gradini: ostacoli e complicazioni per molti di noi inesistenti, ma per altri fra noi assolutamente insormontabili.

La ragione di tutto questo è molto semplice, a rifletterci. Non è un oggetto in sè ad essere barriera architettonica; in un mondo dove tutti camminano bene, le scale non sarebbero mai un problema. Sono i potenziali handicap di chi può trovarsi davanti quell'oggetto a trasformarlo in un ostacolo. Un sentiero in ghiaia è pericolosissimo, se piove e vi si cammina appoggiandosi ad un bastone; un bancone molto alto può rendere impossibile comunicare utilmente con chi vi lavora, se si è bloccati su una carrozzella. Per questa ragione, il vero lavoro necessario per superare il problema e abbattere le barriere architettoniche è uno sforzo mentale, un impegno culturale e sistematico a riconoscere tutti gli elementi che possono impedire, come diceva la nostra definizione, gli spostamenti o la fruizione dei servizi: per correggere l'errore dove già sia stato fatto, e per non ripeterlo più in futuro.