Nel suggestivo Museo della Civiltà Romana, fino al 6 gennaio 2013 è stata allestita   la mostra “Raccontare l’antico: terra, acqua e fuoco”, che  propone una serie di opere realizzate con le...

RACCONTARE L'ANTICO: TERRA, ACQUA E FUOCO di anna scorsone alessandri.

postato da anna scorsone il 20/10/2012
Categoria: Cultura e Società - tags: cultura
raccontare l'antico

  Nel suggestivo Museo della Civiltà Romana, fino al 6 gennaio 2013 è stata allestita   la mostra “Raccontare l’antico: terra, acqua e fuoco”, che  propone una serie di opere realizzate con le tecniche dell’Encausto e della ceramica: un’antica tecnica pittorica applicata su muro, marmo, legno, terracotta e anche sulla tela. I pigmenti vengano mescolati a cera e fuoco che hanno la funzione di legante, racchiudendo tutte le discipline pittoriche quali l’affresco buono, la tempera, l’acquerello, la gouache e l’olio e, possono essere usati supporti quali intonaco fresco composto di grassello di calce, sabbia e polvere di marmo, e poi ancora intonaco secco, tela, carta, legno e altro.

La mostra mette in relazione due aspetti apparentemente distanti fra loro, ma legati a filo doppio dall’energia della creazione. L’arte dell’Encausto di cui Michele Paternuosto è maestro, ma soprattutto riscopritore nella contemporaneità, è un’antichissima tecnica pittorica nota ai Greci e molto apprezzata anche dai romani. La tecnica conobbe grande fortuna nelle pitture parietali e decorazioni pompeiane ed esercitò un grande fascino su Leonardo, che provò anche ad imitarla.

(Un sapere che sta rischiando di scomparire questo soprattutto per l’opera di studio e sperimentazione di Michele Paternuosto che come nessuno è risalito ai “segreti” della produzione dell’Encausto, spettacolare tecnica pittorica oggi non più riconosciuta e praticata, ma di grande fascino).

Da quella materica di Gastone Primon, artista, appunto, materico ed informale dei nostri tempi, apprezzato ceramista, che tuttavia interpreta in maniera moderna, rompendo con la tradizionale e centenaria ceramica estense. L’artista scompone e distrugge manufatti, oggetti e materie varie, per poi ricomporli e riproporli a nuova generazione, volendo evocare con ciò i momenti perennemente originari della  creatività dell’uomo e del creato. Una specie di riciclaggio.

Gastone Primon recupera l’antica e consumata maestria degli antichi vasai etruschi e greci, ma anche paleoveneti, la cui creta, i cui colori e smalti sembrano proiettarsi nel vortice dei nostri giorni, distruggendo ciò che proviene dal passato vivificandolo e rigenerandolo nel presente.

I due maestri infatti coniugano le opere ispirate al recupero di un’antica tecnica pittorica ormai perduta ma  sapientemente riproposta da loro. Ambedue gli artisti mettono a disposizione del pubblico i materiali e gli strumenti come il tornio, che sono alla base delle opere contemporanee realizzate secondo le procedure antiche.

Tra i due mondi si attua un incontro, una sintesi stimolante, dove la sapienza tecnica degli avi, con l’uso delle cere, argille, terre colorate, bronzo e smalti si trasmette alla moderna sensibilità dei due brillanti operatori artistici. 

Su questo grande evento culturale che coinvolge tutti gli appassionati d’arte, di archeologia e della ricerca per il gusto ed il bello: una grande mostra espositiva presso il prestigioso Museo della capitale dedicato alla civiltà romana.

 

Durata della mostra fino al 6 gennaio 2013.

Orario: da martedì a domenica ore 9.00 – 14.00 (la biglietteria chiude 1 ora prima)

Biglietto €. 8,50 – ridotto €. 6,50

Roma, Piazza G. Agnelli n.10 – 00144 (EUR)

Informazioni e prenotazioni  telef. 06 060608 tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 21.00.

                  Anna Scorsone Alessandri