Con il gran numero di denunce, si pone la questione delle responsabilità nel dossier delle protesi mammarie PIP.

Protesi PIP: chi sono i responsabili? La società ha prodotto protesi al silicone anche per gli uomini.

giovanni d'agata

E ora il caso PIP arriva nelle aule dei tribunali

 

Con il gran numero di denunce, si pone la questione delle responsabilità nel dossier delle protesi mammarie  PIP.

E ora il caso PIP arriva nelle aule dei tribunali. Scoperto all'inizio del 2010, di 500 denunce presentate nel giugno 2010 si è arrivati ad  oggi a più di 2.000. Improvvisamente, sono stati coinvolti nella vicenda giudiziaria non solo i fornitori vari delle protesi, ma sono nel mirino anche chirurghi, produttori, distributori e controllori di qualità.

Dei chirurghi plastici alcuni di loro sono già stati rinviati a giudizio per "violazione del loro dovere di informazione".

I fornitori del silicone hanno motivato la loro estraneità ai fatti affermando che i loro prodotti avevano una vocazione industriale e che non erano a conoscenza dell’uso a cui era destinato il gel dalla società PIP. Il gruppo tedesco ha fornito fino a 10 tonnellate all'anno di Rhodorsil, utilizzato a livello industriale nell’impianti di condizionamento dell’aria o isolamento elettrico.

Il certificatore, l'azienda tedesca TÜV Rheinland, contro cui le principali associazioni delle vittime hanno presentato una denuncia nel novembre 2010, ha inoltrato una denuncia contro la società PIP depositandola presso gli uffici giudiziari di Marsiglia nel febbraio 2011. Secondo il certificatore durante le ispezioni nell’azienda, la PIP ha esibito un gel coerente con l’uso di riempimento delle protesi, per poi sostituirlo con un altro alla fine del controllo. La TÜV , a suo dire, ha seguite gli standard dei dispositivi medici.

I distributori di protesi, la bulgara J&D Medicals, la brasiliana EMI e l’italiana GF Electromedics hanno citato la TÜV Rheinland aziende dinanzi al Tribunale del commercio di Tolone. L'udienza è fissata per il 2 febbraio.

Inoltre lo scandalo sanitario ora coinvolge dopo le donne anche gli uomini. La società ha infatti prodotto protesi al silicone per gli uomini. In particolare quelle testicolari sono state utilizzate per i pazienti sottoposti a rimozione o malformazione a causa di cancro, mentre quelle per petto e natiche per motivi estetici.

Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", è pronto a raccogliere denunce e segnalazioni al fine di tutelare i cittadini interessati da questo scandalo  da ogni pregiudizio subito per ottenere il relativo risarcimento del danno in qualsiasi sede per qualsiasi fatto illecito, civile o penale.