Un'estate ad Alberobello, un viaggio magico per scoprire una terra poco conosciuta.

Passa un'estate magica ad Alberobello

postato da Guiducci il 18/04/2011
Categoria: Diari di Viaggio - tags: alberobello + ristoranti alberobello + sagre alberobello

La maggior parte degli italiani conosce Alberobello per il facile collegamento mentale che si fa pensando alle particolari abitazioni in pietra chiamate "TRULLI". Ma se togliessimo i trulli ad Alberobello, cosa ne rimarrebbe? Alberobello deve essere visitato solo per questo? La verità è che molti conoscono Alberobello ma pochi hanno vissuto la magia dei luoghi circostanti. Questa perla, immersa in una valle collinare chiamata Valle d'Itria, offre, per chi non lo sapesse, molto di più di una distesa di cupole in pietra. La nostra esperienza in questa terra di rara bellezza è stata così intensa che sappiamo già che questo articolo riuscirà solo in parte a svelare le emozioni di questo territorio. Il primo consiglio che vi diamo è di cercare, più che tra gli hotels, un alloggio tra le "masserie", fattorie fortificate oggi adibite in molti casi a soluzioni agrituristiche o B&B. A differenza degli hotel o dei trulli in affitto (altra soluzione carina), le masserie sono collocate in periferia, tra le campagne cirocstanti, spesso nascoste dietro alberi di pino o di ulivi secolari, in zone in cui il silenzio è vero silenzio.

Prima di tutto, per sposare appieno il territorio appartenente alla provincia di Bari, è necessario concedersi ai piatti tipici di questa incredibile fetta di Puglia.

La prima cosa da evidenziare è l'ineffabile cultura gastronomica della zona di Alberobello, che - credeteci - non ha nulla a che fare con il resto della regione. Qui anche i Ristoranti di Alberobello concedono senza riserve la possibilità di godere delle prelibatezze che si mangerebbero in casa di qualsiasi alberobellese.

Sicuramente avantaggiati dalla possibilità di reperire materie prima di elevata qualità, i ristoranti tipici ad Alberobello si concedono il lusso di antipasti da mille e una notte. Fecendo due conti, sugli antipasti i ristoratori ci rimettono: considerando che mediamente un antipasto costa 12 euro e calcolando il numero spropositato di "entrate", non ci sono dubbi che i conti non tornano. Ma l'antipasto in questa zona è una cosa sacra e molto spesso la sua abbondanza è più un segno di accoglienza che una scelta di menù. Mozzarelle, burratine, ricottine, salumi locali, pane di altamura, polpo lesso, assaggi di parmigiana di melanzane, peperoni friggitelli, polpette di carne e polpette di pane (specialità locale), "sfornati" di qualsiasi tipo fino ad assaggi di carni arrosto. Basterebbe per sfamare un bisonte. Ma qui l'antipasto è solo un antipasto e se non si assaggiano almeno un primo, si offendono.

Terminato il luculliano pranzo nella "Sylva Arboris Belli" (selva dell'albero della guerra - nome antico di Alberobello) è necessario fare una bella passeggiata. Il nostro consiglio è quello di perdersi nelle strade comunali che rappresentavano un tempo le strade di collegamento per carri trainati da buoi. E' pazzesco, ma in queste zone ci sono chilometri e chilometri di strade alternative asfaltate e non, ma tutte accomunate da muretti di pietra eretti a secco che fanno da perimetro a tutte le vie. Con una bella motocicletta è possibile giocare a smarrirsi: ci si ritrova sempre in un posto sorprendente.

La sera Alberobello è pieno di vita ed è pieno di bar e locali che permettono aperitivi e rinfreschi di tutte le taglie. Immagino che non vogliate mangiare nuovamente dopo il pranzo importante, ma nel caso sappiate che i ristoranti di Alberobello aprono dopo le 20.30: qui la gente cena alle 21.30 e i negozi (alimentari e macellerie) non chiudono prima delle 22.00. Tutta un'altra vita.

Si è fatta notte e, dopo aver conosciuto tanta gente cordiale e simpatica, seguiamo le indicazioni di una delle tante feste patronali e sagre che accendono l'estate pugliese. Qui si balla la "pizzica" e la "Taranta", musiche popolari ormai conosciute in tutto il mondo. Un'altra occasione per far festa e sentirsi bambini;immagini che sembrano appartenere al passato e che lasciano nella testa il ricordo di un'estate magica passata ad Alberobello.