Il 20 novembre l’Associazione Infocivica organizza a Villa Medici a partire dalle 15.00 l’incontro dal titolo Oltre il Protocollo di Amsterdam: Per un nuovo modello audiovisivo europeo, per un...

Oltre il Protocollo di Amsterdam Per un nuovo modello audiovisivo europeo, per un nuovo servizio pubblico europeo

postato da Studioalfa il 19/11/2015
Categoria: Pubblica amministrazione - tags: comunicazione + cultura + servizio pubblico + televisione

Il 20 novembre prossimo l’Associazione Infocivica – Gruppo di Amalfi, in collaborazione con il Festival del Cinema e della Televisione Eurovisioni, organizza a Villa Medici (Accademia di Francia) a partire dalle 15.00 l’incontro dal titolo  Oltre il Protocollo di Amsterdam: Per un nuovo modello audiovisivo europeo, per un nuovo servizio pubblico europeo, un seminario aperto al pubblico in cui, docenti di fama internazionale ed esperti del settore, discuteranno le proposte del Gruppo Europeo di Torino e di Infocivica per assicurare un futuro meno incerto ai media di servizio pubblico nella società dell’informazione e della conoscenza e per promuovere un nuovo modello audiovisivo europeo. Alla fine del seminario, Infocivica propone un momento di riflessione, ispirato anche ai recenti fatti sanguinosi di Parigi, sugli orrori della guerra e sui destini della nostra comune civiltà euro-mediterranea, a partire dalla grande tradizione greca. Una grande interprete, Pamela Villoresi, leggerà brani da Cassandra O Skene, Monologo in versi di Fernando Balestral dedicato alla figura di Cassandra, la giovane principessa troiana, umiliata e offesa, dagli Achei conquistatori, che racconta le sofferenze di un popolo cancellato dalla prima Grande Guerra fra Oriente e Occidente, la Guerra  di Troia, come ci insegna Federico Chabod nel suo celebre studio su Idea d’Europa e civiltà moderna.



Ricordiamo che il Gruppo Europeo di Torino è quel network di dieci esperti universitari della comunicazione costituitosi nell’ambito del Prix Italia a Torino per iniziativa di Infocivica nel 2009, per assicurare un futuro meno incerto ai media di servizio pubblico nella società dell’informazione e della conoscenza e per promuovere un nuovo modello audiovisivo europeo. Tematiche su cui Infocivica, l’Associazione fondata da Bino Olivi e Jader Jacobelli, sta lavorando oramai da numerosi anni. E che confluiranno a breve in un Libro Verde sui media di servizio pubblico nella società dell’informazione e della conoscenza.

Sottolineare l’insostituibilità della funzione e della missione di organismi al servizio della comunità non significa necessariamente salvaguardare gli enti attualmente esistenti, l'esclusività o l'unitarietà del loro assetto organizzativo, né tantomeno la salvaguardia dei gruppi di interessi che li rappresentano o li hanno tutelati nel tempo. Al contrario ridefinirne radicalmente missione, posizionamento editoriale, assetto organizzativo finanziamento e governance significa rimettere in discussione qualsiasi rendita derivante da una posizione dominante in ambiti e contesti tecnologici, di offerta e di mercato che non siano conformi e aderenti agli obblighi derivanti dalla loro missione di servizio pubblico. Nel rispetto delle norme e dei principi della concorrenza nell'ambito dell'Unione Europea, il documento che potrebbe essere presentato ad una Conferenza Europea si propone di favorire un'evoluzione normativa in grado di superare il compromesso intervenuto nel 1997 in occasione della firma del Protocollo annesso al Trattato di Amsterdam che lasciava agli Stati nazionali il compito di stabilire cosa fossero i programmi di servizio pubblico finanziati dal canone e in che misura si potessero distinguere da quelli finanziati da risorse di mercato.

Sempre più diffusa è la consapevolezza che non possano essere auspicate nei palinsesti del servizio pubblico attività finalizzate allo sfruttamento commerciale che andranno espletate nell'ambito di un nuovo e circoscritto “mercato del servizio pubblico” né tantomeno è lecito un uso privato del servizio pubblico. Nel contempo non risulta altresì più tollerabile il ricorso a risorse pubbliche per attività finalizzate al profitto che andrebbero espletate esclusivamente da società profit oriented che come tali dovrebbero essere finanziate con risorse raccolte esclusivamente sul mercato. Come sottolineato da Infocivica a Torino sin dal settembre 2009, il nuovo scenario crossmediale richiede un'evoluzione normativa che assicuri il superamento del compromesso all`origine del Protocollo sui servizi radiotelevisivi annesso al Trattato di Amsterdam, risalente al 1997.