Intervista a Claudio Spadola- Due parole con Claudio Spadola, attore e regista romano.Ciao Claudio, da diversi anni nel centro storico della capitale dirigi una scuoladi Teatro: La Palestra...
postato da alessiolucchini74 il 30/09/2015
Categoria: Scuola - tags: corso teatro roma + scuola recitazione roma
Claudio Spadola, Presidente e Docente de

Intervista a Claudio Spadola

- Due parole con Claudio Spadola, attore e regista romano.
Ciao Claudio, da diversi anni nel centro storico della capitale dirigi una scuola
di Teatro: La Palestra dell’Attore Scuola Recitazione Roma e sei
uno dei docenti più importanti di Biomeccanica Teatrale in Italia. Chi digita sul web parole tipo scuola teatro roma o corso teatro roma o scuole recitazione roma o corsi recitazione roma si perde in una Babele di annunci che promuovono accademie, stage teatrali o laboratori a Roma. Ci parli della tua scuola?

- La Palestra dell’Attore è una Scuola di Teatro a Trastevere - Roma Centro – che parte da un approccio fisico, quello della biomeccanica teatrale, per arrivare a formare un attore che sappia innanzitutto emozionare, in altre parole un attore creativo. La biomeccanica teatrale di Mejerchol’d (ormai riconosciuto come il regista più innovativo e famoso dello scorso secolo oltre che incommensurabile maestro e sperimentatore di nuove pedagogie come il suo contemporaneo e amico Stanislavskij) consente la padronanza di tutte le abilità necessarie ad un bravo attore, dalle abilità nel movimento corporeo a quelle vocali, musicali, coreutiche e recitative, ma ciò che la contraddistingue è che il metodo con cui fa apprendere queste tecniche permette di generare nell’attore un sapere del suo intero corpo-mente capace di ricreare i processi che producono quei risultati. Questo permette di sviluppare una memoria che non abbandonerà mai l’artista proprio perché acquisita attraverso le sue membra, permette di sviluppare una rimembranza, appunto, una memoria del corpo che consente all’attore creativo oltre che di essere bravo anche di essere sempre in grado di rielaborare i processi che gli permettono di essere bravo a seconda degli imprevisti che avvengono ad ogni replica. Ed è questo che suscita interesse ed emoziona lo spettatore: l’ intelligenza artistica di tutto il suo organismo d’attore, molto più che il suo virtuosismo tecnico.
La Palestra dell’Attore Scuola di Recitazione a Roma offre la possibilità di praticare questo sapere in tutte le sue attività pedagogiche: stage intensivi come i Laboratori Teatro Week End a Roma di cui ce ne sarà uno gratuito il primo e terzo sabato di Ottobre, ai seminari residenziali estivi di una settimana come il Laboratorio Biomeccanica Teatrale a Roma e nel Lazio, alle attività di frequenza annuale come i Corsi di Teatro a Roma ovvero Corsi Teatro Roma per Principianti (per adulti o per giovani) o Corso Teatro Roma per attori che desiderano approfondire la ricerca e la sperimentazione teatrale.

-che genere di musica ascolti di solito?

-Varia: etnica (dall’africana alla zigana dalla brasiliana all’oriente), contemporanea, sacra ma anche rock e pop di qualità. In effetti, avendo due bambini piccoli, insieme a loro ascolto proprio di tutto, soprattutto quello che permette loro di saltare sul mio letto, che
non necessariamente sono le canzoni per bambini, ascoltiamo spesso brani tipo Clap hands di Tom Waits, Parco Sempione di Elio e le storie tese, Vengo anch’io no tu no di Jannacci, La verità di Povia, Malo malo di Bebe oppure musica bollywood tipo Chori chori hum gori se di Udit Narayan & Abhijeet.

-Qual è l’ultimo disco che hai comprato?

-E’ parecchio che non ne compro uno, ma credo Songs of the mediterranean di Savina Yannatou e 2 cd di musica etnica di sazi e percussioni in occasione di un viaggio in Grecia.

-Qual è l’ultimo concerto a cui hai assistito?

-Sicuramente un concerto di Giulia Tripoti una mia amica per cui scrivo testi di canzoni. Ha vinto l’ultimo Biella Festival con Stai a dormi una canzone di cui ho scritto il testo in romano.

-C’è un cantante o una cantante che rappresenti o abbia rappresentato per te un’icona,
un modello, un esempio?

-Da ragazzo, circa 30 anni fa, mi rispecchiavo molto nelle canzoni di Francesco De Gregori. L’ultimo mio amore è verso un compositore russo che ha scritto tantissima
musica, sia colonne sonore di films sia musica sacra e contemporanea, si chiama Alfred Shnittke e lo infilo spesso anche nei miei spettacoli.

-Ti capita di ascoltare musica per concentrarti nel tuo lavoro, hai delle cuffiette con cui ti isoli in qualche momento della giornata?

-Purtroppo non come vorrei. Mi capita quando devo lavorare a casa per riuscire a staccare dal caos che fanno i bambini. In quel caso quello che mi funziona meglio è la musica indiana strumentale.

-Ti è mai capitato di ascoltare su MySpace la musica di musicisti sconosciuti al grande pubblico e di scoprire dei talenti?

-Grazie alla collaborazione con Giulia Tripoti mi capita di conoscere tramite Internet nuovi talenti o gruppi emergenti che pubblicano gratuitamente la loro musica sul loro sito come fa lei.

-A quali musiche degli spettacoli a cui hai partecipato sei più legato e perché?

-Alla distorcente follia del Tango da La mia vita con un’idiota e di Alfred Scnittke che ho messo nel mio spettacolo Corsia N. 6 da Anton Cechov. Ai brani di forte impatto ma anche eterea spiritualità tratti da Le lamentazioni di Geremia di Vladimir Martinov che chiudono lo stesso spettacolo. Ai brani tratti da O patrone d’o cane di Carlo Siliotto che hanno influenzato di assurdo sberleffo e fantastico sogno le atmosfere del mio Il Naso da Nikolai Gogol’. Ai brani di Wojciech Kilar tratti dal Dracula di Bram Stoker che mi accompagnavano nella scena del volo e nella separazione dal Piccolo Principe nello spettacolo tratto dall’omonimo racconto di Saint de Exupery messo in scena da Franco Mescolini.

Brani liberamente tratti dal saggio di Claudio Spadola, Biomeccanica Teatrale. L’inaspettato della vita nella meccanica della recitazione. Manuale per attori e non solo, Roma, 2015 e da Note dal palco, in Ubix periodico mensile di musica e cultura moderna - Anno 4 - Numero XXXVII - Maggio 2010

Fonte: http://www.palestradellattore.it/