Murano è un’isola della laguna di Venezia, situata a nord-est del capoluogo. Come la stessa Venezia, nella realtà è composta da sette isole minori, divise da canali e rii e collegate tra loro da...

Murano e l'arte del vetro

postato da egolemweb il 26/03/2017
Categoria: Cultura e Società - tags: lampadari di murano + lampadari rustici + murano + vetro di murano
Murano e l'arte del vetro

Murano è un’isola della laguna di Venezia, situata a nord-est del capoluogo. Come la stessa Venezia, nella realtà è composta da sette isole minori, divise da canali e rii e collegate tra loro da ponti. È totalmente urbanizzata e, con circa 4.500 abitanti, risulta essere uno dei centri più popolosi della Laguna. La località è nota in tutto il mondo per il plurisecolare artigianato della lavorazione del vetro appunto detto “di Murano”.

 

Nel 1295 venne decretato che tutte le vetrerie di Venezia fossero trasferite a Murano dal momento che i forni dei laboratori erano spesso responsabili di disastrosi incendi, che divenivano particolarmente gravi perché all’epoca le costruzioni erano principalmente in legno. Tuttavia, documenti e reperti antichi testimoniano che l’industria si fosse radicata nell’isola già da tempo.

 

Concentrare le vetrerie a Murano servì a Venezia per controllare meglio l’attività di questa arte. I mastri vetrai erano obbligati a vivere sull’isola e non potevano lasciare Venezia senza un permesso speciale. Molti tuttavia riuscirono a fuggire, esportando all’estero le loro celebri tecniche. La più importante crisi che colpì l’industria fu quella del XV secolo, quando si cominciò la fabbricazione dei cristalli di Boemia, forse ispirati agli stessi vetri di Murano. Venezia ne uscì, specie da quando il vetro fu utilizzato per la realizzazione di lampadari, tutt’oggi tra i manufatti più noti di Murano.

 

Solo i mastri vetrai, fra i non nobili, potevano sposare figlie di patrizi. La Repubblica infatti, emanò un decreto, in seguito ai disordini avvenuti nel Maggior Consiglio di Murano, che dichiarava cittadini muranesi solamente coloro i quali fossero nati nell’isola o avessero acquistato immobili nella stessa. 

 

Nel 1602, il podestà Barbarigo, nel censire gli isolani, ricorse alla compilazione di un Libro d’Oro. L’iter per ottenere l’iscrizione non era né semplice né breve e infatti avveniva solamente mediante il consenso della Repubblica. Chi non risultava iscritto non poteva svolgere alcun tipo di lavoro in vetreria, non partecipava ai consigli e non usufruiva di tutti gli altri privilegi concessi ai cittadini muranesi.

 

Il maestro vetraio viene assistito da due aiutanti chiamati servente e serventino. Essi sorreggono la lunga canna metallica sulla quale il maestro soffia per dare al vetro la forma desiderata, ma non solo, il servente ed il serventino manipolano a loro volta il vetro con gli attrezzi a loro disposizione, tra i quali sono essenziali la spatola ed una pinza chiamata borsella.

 

Ancora oggi, a distanza di secoli, gli artigiani di Murano impiegano le stesse tradizioni millenarie creando oggetti che vanno dall’arte contemporanea fino ai famosi lampadari rustici in vetro di Murano.