I l salvataggio del Monte dei Paschi di Siena dominerà le cronache finanziarie del 2017. È un pasticcio che poteva essere risolto già a luglio con la statalizzazione della banca. Ma è soprattutto...
postato da thebirdnews il 02/01/2017
Categoria: Economia - tags: economia
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I l salvataggio del Monte dei Paschi di Siena dominerà le cronache finanziarie del 2017. È un pasticcio che poteva essere risolto già a luglio con la statalizzazione della banca. Ma è soprattutto un caso di allarmismo finanziario per ottenere un profitto politico e, viceversa, di allarmismo politico per ottenere profitti finanziari.

Negli scorsi mesi, mentre il governo, gli economisti, la stampa nazionale e internazionale prevedevano disastri sui mercati se non fosse passata la riforma costituzionale, si è scrutato l’orizzonte in cerca di una soluzione privata per la banca più antica del mondo.

I cavalieri bianchi non si sono mai palesati. Chi sa se ci sono mai stati e se l’autunno caldo di Rocca Salimbeni non è una colossale manipolazione del mercato.

Ma partiamo dalla cronaca degli ultimi giorni.
Venerdì 23 dicembre il titolo e le obbligazioni Mps vengono sospesi dalle contrattazioni poche ore dopo che il consiglio dei ministri ha emanato il decreto di salvataggio statale per il Monte.
La sospensione arriva al termine di un trimestre catastrofico che ha visto crollare i bond Mps fino a un valore di 45 sul nominale di 100. In borsa si chiama junk, spazzatura. A titolo di paragone, i “bonos” del Venezuela sull’orlo del default viaggiano intorno a quota 60.
Il crollo verticale delle obbligazioni Mps in dicembre è dovuto all’annuncio del burden sharing, la condivisione degli oneri con i risparmiatori che si accompagna all’intervento dello Stato e che, si dice, avrà un impatto disastroso sul valore dei bond subordinati che, in ordine crescente di rischio, sono classificati come lower tier 2, upper tier 2 e tier 1.
Eppure nei giorni a ridosso del decreto i volumi di contrattazione sono stati molto superiori alle medie, considerando che le emissioni obbligazionarie Mps sono spesso di poche centinaia di milioni di euro e dunque difficili da scambiare o, in gergo tecnico, illiquide.
In altre parole, qualcuno vende a qualunque prezzo e in larga perdita terrorizzato dallo spauracchio di una conversione a prezzi di mercato. Ma qualcuno sta comprando, perché scommette o sa che la conversione a prezzi di mercato non può esserci per legge.

Fonte: http://thebird.altervista.org/mps-chi-si-e-arricchito-col-panico-dei-piccoli-risparmiatori/