La fashion week di Milano è un appuntamento da non perdere. Scopri come i brand si fanno pubblicità con i nuovi social network.

Milano Fashion Week 2016

La moda incontra i social network Instagram e Snapchat

Lunedì 26 settembre si è conclusa a Milano, la Settimana della moda italiana, iniziata mercoledì 21 settembre, che come da tradizione viene dopo quelle di New York e Londra, ma prima di Parigi. Un evento di portata internazionale, che ogni anno fa lievitare la domanda di affitti a Milano e fa aumentare le prenotazioni per alloggi negli hotel milanesi (secondo gli ultimi dati della Camera di Commercio di Milano).

Attualmente questo avvenimento è approdato sui social network, in particolare su Snapchat, dove brand storici, come Gucci, Roberto Cavalli, Emilio Pucci e Fendi, hanno deciso di raccontare e svelare al pubblico dei giovanissimi che affollano questi social, i backstage delle sfilate, mostrando simpaticamente top model che si addormentano esauste dietro le quinte, la frenesia delle corse tra una sfilata e l’altra e le ragazze al trucco. Anche modelle di fama internazionale, come Gigi Hadid, Imaan Hammam e Joan Smalls, amano caricare foto buffe e ironiche su questo social, utilizzando facce canine, o filtri con finte ciglia, mostrando ai propri fans il loro lato quotidiano e “umano”. Naturalmente questo social si rivela molto adeguato per l’ambiente delle sfilate, dal momento che i video o le foto postate si cancellano automaticamente dopo 24 ore, senza lasciare traccia, riprendendo metaforicamente il messaggio lanciato dal mondo del fashion, dove le mode cambiano nel giro di pochissimo tempo e bisogna reinventarsi giorno dopo giorno.

Anche Instagram si è rivelato essere un social network molto amato dal fashion system e infatti tutte le case di moda più importanti hanno un account attivo e possiamo trovarci anche le top model più quotate, come Gigi Hadid, i direttori creativi dei brand più famosi, come Jeremy Scott e Peter Dundas e perfino le truccatrici e i parrucchieri più richiesti, tra i quali rispettivamente, Pat Mcgrath e Guido Palau.