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Hotel al Parco Regionale dei Sassi di Roccamaltina

Come splendide meteore nel cuore dell'Appennino, Un paradiso naturale in provincia di modena dove la natura e l´uomo riesce a coesistere in armonia. Questa potrebbe essere la descrizione perfetta per il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina che tutela il territorio che dal fondovalle risale i versanti del fiume Panaro fino agli 800 metri del Monte della Riva, in un paesaggio collinare suggestivo, ricco di natura e religiosità.

 

Il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina, una delle aree protette più suggestive della regione. Il Parco si sviluppa su oltre 1.100 ettari ed abbraccia una fascia di media montagna dominata dalle spettacolari rupi arenacee dei Sassi di Roccamalatina.
Si tratta di pareti rocciose strapiombanti che svettano su dolci pendii e calanchi.

 

Nel cuore del Parco svettano le guglie dei Sassi, spettacolari rupi arenacee che dominano un'ampia varietà di ambienti: dai boschi di castagno ai calanchi di argilla, adornati da rare orchidee selvatiche, dalle grotte ai torrenti, dove ancora vive il Gambero di fiume.

Dal fondovalle del Panaro l'Area Protetta risale i versanti tutelando un significativo esempio di paesaggio collinare ricco di storia, natura e religiosità. Nel Parco svettano le guglie dei Sassi: spettacolari rupi arenacee che, per la maggiore resistenza all'erosione, dominano il territorio circostante. Le pareti verticali ospitano una ricca flora rupestre oltre alla nidificazione del Falco pellegrino. Nel Parco la ricca varietà di ambienti naturali fa da cornice alla austera Pieve di Trebbio e ai numerosi piccoli Borghi di origine medioevale risalenti all'epoca dei Malatigni, famiglia nobile dell'epoca.

 

In un ambiente naturale incontaminato e dotato di una ricchissima flora (767 specie di piente) vivono uccelli delle rupi (come falchi pellegrini, gheppi, ecc.), mammiferi dei boschi (donnola, volpe, capriolo, ecc.) e rettili.
Il Parco è anche un luogo di memoria e cultura, con i suoi borghi medievali, i mulini, le antiche pievi.
Una fitta rete di sentieri, perfettamente mantenuti, consente di immergersi nel territorio, per scoprirlo passo dopo passo, anche attraverso itinerari didattici.

 

l territorio della riserva presenta il tipico aspetto a calanchi argillosi dei preappennini alternate a lievi colline ricoperte di pascoli, fitti castagneti, vite e frutteti. In netto contrasto con il paesaggio generale, si elevano nel cuore del parco tre guglie in arenaria, derivati da stratificazioni più resistenti all'erosione originatesi nell'oligocene. Per la loro ripida elevazione sul paesaggio, le guglie furono utilizzate come elementi di un sistema di fortificazione attorno alla zona di Pieve di Trebbio, dove si hanno testimonianze di insediamenti risalenti all'epoca etrusca.
Il territorio è disseminato di borghi rurali e resti di antiche fortificazioni medioevali.

Il parco tutela alcune spettacolari guglie rocciose sul versante destro della media valle del fiume Panaro, incorniciate in un bel paesaggio collinare di coltivi, prati, filari di viti e ciliegi, vecchi castagneti, macchie boscate e fresche vallecole. I possenti torrioni di arenaria, frutto dell'erosione selettiva, svettano nella vallata come protagonisti del paesaggio locale.

 

Gli appassionati di trekking, di passeggiate in mountain-bike o a cavallo, possono sbizzarrirsi attraverso una ragnatela di oltre 100 chilometri di sentieri che, con dolci dislivelli, raggiungono balconi naturali per la vista delle cime più alte dell'Appennino e delle Alpi.

 

I "Sassi" sono un sito storico di nidificazione per rapaci come il falco pellegrino e di svernamento per il raro picchio muraiolo. Paesaggi collinari variegati, a causa dei diversi substrati rocciosi, si trovano a stretto contatto determinando una concentrato di biodiversità. Peculiari specie rupicole vegetali colonizzano le fessure nelle rocce verticali, mentre lembi di querceto a roverella rivestono i morbidi versanti più assolati, dove risaltano macchie di ginestra ed erica arborea. Scoiattolo, moscardino, volpe, capriolo e daino si muovono al riparo dei boschi e negli angoli più appartati dei corsi d'acqua vive ancora il gambero di fiume.

 

Tra gli invertebrati spiccano il Gambero di fiume e il Lucanus cervus, specie classificate di interesse comunitario. La Lasca, il Vairone e il Cobite sono da segnalare per le specie ittiche. Gli anfibi vedono varie specie di tritoni quali il Geotritone tipico del margine di grotta, il Tritone alpestre e il Tritone crestato, oltre a varie specie di rane come la appenninica e la dalmatina. Tra i rettili il Colubro di Riccioli è presente con l'unica stazione segnalata per la Provincia di Modena.

Ampia la varietà di uccelli con oltre 80 specie nidificanti tra cui il Falco pellegrino, il Succiacapre, il Calandro e l'Ortolano. Più di 40 sono le specie di mammiferi tra cui il Capriolo, il Tasso, la Volpe, l'Istrice e varie specie classificate di importanza comunitaria di chirotteri.

Riconosciuto quale Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale della fauna ai sensi della direttiva "Habitat", al Parco è possibile osservare una notevole varietà di ecosistemi: boschi, coltivi, rocce, grotte, corsi d'acqua. Tali ecosistemi, suddivisi sul territorio in percentuale variabile ospitano un'ampia biodiversità.

L'emergenza storico-architettonica più significativa è la Pieve di Trebbio, bella e semplice chiesetta antica, insieme a pittoreschi borghi di origine medievale che furono parte del sistema di fortificazioni eretto dai Malatigni a difesa del loro feudo. Notevoli anche le case-torri e le torri rondonaie, riconoscibili dalle serie di fori allineati nella parte superiore ed ancora oggi utilizzati dai rondoni, oggetto di studio.

 

 

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Fonte: http://www.allwebitaly.it/v/alberghi-BB-vicino-parco-regionale-sassi-rocca-malatina