Tassa di concessione governativa per telefoni cellulari. Arrivano a raffica gli avvisi di  accertamento per omesso pagamento, ma ignari cittadini scoprono di non aver mai attivato le utenze...

Maxi truffa con false attivazioni di utenze telefoniche

postato da dagata il 05/10/2012
Categoria: Italia - tags: attivazioni + giovanni d agata + maxi truffa + sportello dei diritti + utenze telefoniche
giovanni d'agata

Tassa di concessione governativa per telefoni cellulari. Arrivano a raffica gli avvisi di  accertamento per omesso pagamento, ma ignari cittadini scoprono di non aver mai attivato le utenze telefoniche “incriminate”. Si tratta della scoperta in massa di una truffa

 

Molteplici segnalazioni giungono allo “Sportello dei Diritti” perché in queste ultime settimane stanno arrivando a raffica migliaia di avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia dell’Entrate per omesso versamento della tassa di concessione governativa per i telefoni cellulari.

Sin qui nulla di nuovo, perché quando una tassa anche la più odiosa è dovuta la si deve pagare, ma il fatto eclatante è che migliaia di cittadini - qualche bene informato parla di ben 5.000 casi analoghi segnalati solo all’Agenzia delle Entrate di Lecce - hanno negato di aver mai attivato le utenze telefoniche “incriminate” e che quindi sono stati vittime di  raggiri che alla fine hanno portato nei confronti di ignari gli atti da parte degli uffici dell’ente che si occupa dell’accertamento di questo tributo.

A parere di Giovanni D’Agata fondatore dello “Sportello dei Diritti” non si tratta altro che della scoperta, questa volta in massa, del cosiddetto furto d’identità. Una prassi assai in voga tra i truffatori nostrani che consente attraverso la duplicazione di documenti ed a volte con la complicità degli operatori dei vari settori, l’attivazione di servizi a pagamento, utenze, conti correnti bancari a discapito di malcapitati cittadini.

Una volta ricevuto l’avviso e verificata la propria estraneità, il consiglio dello “Sportello dei Diritti” è, quindi, di recarsi immediatamente presso la competente autorità giudiziaria e denunciarne il fatto, comunicandolo senza alcuna attesa presso l’ufficio territoriale dell’Agenzia dell’Entrate per evitare di dover pagare anche ulteriori aggravi.