Modica (RG)- Martedì 20 dicembre alle ore 17,30 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106), nell’ambito di “Lessico contemporaneo, parole chiave del XXI secolo”, si terrà un incontro dal titolo...
postato da inpress il 07/12/2011
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Modica (RG)- Martedì 20 dicembre alle ore 17,30 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106), nell’ambito di “Lessico contemporaneo, parole chiave del XXI secolo”, si terrà un incontro dal titolo “Blackout - Nanni Balestrini e la letteratura militante degli Anni di Piombo” a cura di Uccio Di Maggio.
L’appuntamento si inserisce nell’ambito delle attività culturali della Fondazione Grimaldi per la stagione 2011/2012.
Oltre Di Maggio che insegna Lingua e letteratura inglese al Liceo scientifico “Galilei” di Modica, interverranno nelle vesti di discussant Lucia Trombadore e Teresa Floridia, docenti nei licei e Giancarlo Poidomani, docente di Storia contemporanea all’Università di Catania. L’attore Carlo Cartier leggerà alcuni brani dell’opera.
Ricollegandosi al leitmotiv di “Lessico contemporaneo” (scelta / responsabilità), i relatori a partire dal poemetto Blackout di Nanni Balestrini, tracceranno il ritratto di una generazione stretta tra terrorismo e repressione dello Stato, impotente e smarrita, in attesa di ritrovare la forza di continuare a vivere e a sperare.
Nanni Balestrini (Milano, 1935), poeta e romanziere, vive attualmente tra Parigi e Roma. Agli inizi degli anni Sessanta fece parte dei poeti “Novissimi” e del “Gruppo 63”, che riuniva gli scrittori della Neoavanguardia. Blackout appartiene ai suoi scritti sul ’68 e sugli anni di piombo.
Balestrini lo compose durante la latitanza in Francia nel 1979, dove si era rifugiato per evitare l’arresto con l’accusa di associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello stato e di aver preso parte al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro (accuse poi cadute nel corso del processo che si svolse cinque anni dopo). Al centro del poema vi sono il mito e la realtà del ’68 e del ‘77, il processo di trasformazione dei rapporti politici, sociali e personali di quegli anni. Blackout è un atto di accusa verso una società e un pensiero che si sono auto-annientati, che hanno dimenticato, rinnegato e rimosso le istanze più innovative di un decennio ricco di speranza per chiudersi in se stessi.




Info e contatti:
Fondazione Giovan Pietro Grimaldi
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Fonte: http://www.intopic.it/articolo/92796/