La legislazione italiana prevede due tipi di separazione come possibilità estrema per sbloccare una crisi coniugale: queste sono la separazione consensuale e la separazione giudiziale.

Uno dei coniugi può richiedere la separazione giudiziale, quando all’interno della coppia avvengono eventi che rendono non più tollerabile la continuazione della convivenza, oppure si verificano fatti che possono causare gravi pregiudizi ai figli. A differenza delle separazioni consensuali, la separazione giudiziale può essere addebitata ad uno dei coniugi. Questo capita una volta che il giudice abbia accertato che il fallimento del matrimonio e la conseguente impossibilità di continuare la vita comune sono stati causati da azioni contrarie ai propri doveri coniugali da parte di quel coniuge.


Le separazioni consensuali si basano esclusivamente sull’unanime decisione di marito e moglie di separarsi, ed essendoci accordo fra le due parti, non c’è bisogno di spiegare nulla in relazione alla natura dei rapporti fra i due coniugi per ottenerle. E’ una decisione dei coniugi, e nessuno può intervenire per cambiarla, se non i coniugi stessi.  I figli vengono affidati congiuntamente ad entrambi i genitori, a difesa del principio di bigenitorialità. Per quello che riguarda l’aspetto economico, mediamente in caso di separazione consensuale costi per la parcella di un avvocato si aggirano sui 2000€. Nel caso di separazione o divorzio giudiziale, le cifre salgono notevolmente.


Un fattore da considerare è inoltre quello tempo: il divorzio congiunto si ottiene in tempi decisamente più brevi rispetto a quello giudiziale. Un’altra buona ragione per scegliere a favore delle separazioni consensuali è dato dall’esame dei dati sui divorzi giudiziali, ove solamente in 2500 processi su 60000 la sentenza ha finito per dare ragione ad uno dei due coniugi, mentre il resto ha sancito semplicemente l’intollerabilità della convivenza senza responsabilità specifica di nessuno dei due coniugi. Questo significa che la separazione e il divorzio giudiziali possono con una forte probabilità non produrre nessun beneficio sostanziale in rapporto alla separazione consensuale. Tuttavia separazione consensuale costi sono decisamente inferiori.


Anche quando ci sono forti ragioni di contrasto fra i coniugi, è altamente consigliabile di cercare la via dell’accordo. Le separazioni consensuali non sono fattibili in assenza di questo accordo fra marito e moglie, quindi è necessario ristabilire una qualche linea di dialogo e decidere cosa fare in relazione a tutti gli aspetti che andranno trattati in tribunale, come i diritti patrimoniali, l’eventuale mantenimento della parte economicamente debole, il diritto di vedere i figli, e anche il loro diritto ad essere mantenuti, nonché il destino della casa in cui i coniugi hanno vissuto. Chiaramente, una volta che questo accordo è stato trovato, il lavoro di avvocati e tribunale viene notevolmente ridotto, portando come conseguenza la separazione consensuale costi ridotti. Infatti, il giudice dopo aver tentato la riconciliazione, come previsto dalla legge, disporrà l'omologazione delle condizioni di questo accordo, dando forza di diritto alla separazione consensuale dei coniugi.

 

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Fonte: http://www.rinascerematrimonio.com/separazione-consensuale.html