La propaganda alla prova della “non vittoria” alle elezioni.E il via costruzione della TORRE DI BABELE
postato da BEZZIFER il 21/12/2017
Categoria: Italia - tags: politica

La propaganda alla prova della “non vittoria” alle elezioni.E il via costruzione della TORRE DI BABELE

Pubblicato il 21 dicembre 2017

Se tutto andrà come si vocifera nei corridoi dei Palazzi, entro fine anno verranno sciolte le Camere e ai primi di marzo andremo a votare per rinnovare il Parlamento e qualche consiglio regionale.E costruire nuovamente la TORRE DI BABELE.

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I partiti, però, sono già da tempo in campagna elettorale e lanciano i loro slogan per catturare voti soprattutto tra gli indecisi. Questa volta c’è un paradosso davvero curioso: solo il centrodestra unito (ammesso che riesca a unirsi sul serio) spera di superare la soglia del 40%, mentre il centrosinistra e i Cinque stelle, stando ai sondaggi, non hanno chance di raggiungere quella percentuale e devono solo sperare che la coalizione berlusconiana non prevalga. Il paradosso è che si punta sulla non vittoria degli avversari, anziché giocare per vincere. Il pareggio, il caos, il pantano: sembra questo lo scenario su cui scommettono più o meno tutti. Nelle altre campagne elettorali fino al 2013 tutti correvano per vincere e nessuno dichiarava di avere un “piano b”. Oggi Matteo Renzi mette in conto di non vincere e non esclude di poter ripuntare su Paolo Gentiloni, Silvio Berlusconi mette in conto di non vincere e non esclude di poter ripuntare su Gentiloni, Luigi Di Maio si dice sicuro che il Movimento cinque stelle sarà il primo partito ma mette già le mani avanti e annuncia che, se non raggiungerà il 40%, chiederà in Parlamento i voti a tutte le forze politiche per far nascere un governo a guida pentastellata.

Sembra quindi che tutti mettano in conto una non vittoria e una problematica governabilità, al punto da non escludere un rapido ritorno alle urne entro la fine del 2018. Verrebbe da chiedersi se questo sia imputabile a una legge elettorale come il Rosatellum, che pure rischia d’innescare meccanismi farraginosi nell’attribuzione dei seggi, o se invece dipenda dal superamento delle differenze destra/sinistra, anche grazie all’avvento sulla scena politica di una forza come il Movimento cinque stelle.

 La propaganda politica è chiamata, quindi, a un salto concettuale e a un’evoluzione semantica in grado di tradurre in messaggi elettorali questo nuovo scenario di profonda incertezza: rassicurare gli elettori su come potrà essere “speso” il loro voto qualora nessuno vincesse, prospettare loro un “piano b” fondato sul “meno peggio” qualora non fosse possibile raggiungere il “meglio”.

Anche se L’ ITALICUM reso anticostituzionale (causa la bocciatura del 4/12/16 ad una Costituzione che avrebbe bisogno di essere rivista) ,però dando un premio di maggioranza e il ballottaggio assicurava la governabilità,senza questa la cosa diventa impossibile,specie nella parcellizzazione e dispersione del voto che abbiamo ( quanto sarà lunga la scheda elettorale ‘).Ecco perché ” vincere” ,ossia avere qualcosa più degli altri, non serve a niente.Insomma dal 4 dic scorso, le cose stanno ancora peggio della Prima Repubblica,a causa dell’avvenuta incompatibilità tra i partiti.I grillini mi fanno ridere,pretenderebbero dagli altri ciò che loro hanno negato in passato di fare,vedasi lo steeaming con Bersani.Con la presupponenza che le loro ” proposte” non possono non essere condivise dagli altri,tanto che sono belle e buone.Ciucci e presuntuosi. Gentiloni mangerà il panettone a Natale del 2018 a Palazzo Chigi,forse è l’unica cosa buona che alla fine uscirà da questa Torre di Babele.

Fonte: http://bezzifer.myblog.it/2017/12/21/la-propaganda-alla-prova-della-non-vittoria-alle-elezioni-e-il-via-costruzione-della-torre-di-babele/