La montagna aiuta la salute: un convegno nazionale a Bergamo

La montagna aiuta la salute.

postato da foresto il 08/11/2010
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Richiamerà a Bergamo operatori e alpinisti da tutta l'Italia il convegno in programma venerdì 12 e sabato 13 novembre nel quale esperti italiani e stranieri si confronteranno sul tema della montagna come strumento di salute e scenario riabilitativo, secondo un'ottica innovativa.

L'appuntamento è in programma al Palamonti. Il convegno nazionale si intitola «Sentieri di salute: La montagna che cura» ed è stato organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale e U.F.A. di Psicologia dell'Azienda Ospedaliera Bolognini di Seriate, insieme alla Commissione Medica Sezionale del Club Alpino Italiano di Bergamo ed al Coordinamento Nazionale dei Gruppi Operativi di Montagnaterapia.

Nell'ambito della medicina, si evidenziano i rischi connessi alla montagna, vista come fonte di patologia. Basti pensare agli studi di epidemiologia psichiatrica, i quali hanno evidenziato che le aree montane sono sempre più caratterizzate da criticità, tra cui i frequenti problemi legati all'alcol, all'isolamento, a casi di suicidio e tentato suicidio che colpiscono la popolazione, anche quella più giovane.

Da diversi anni però, sono state condotte esperienze nell'ambito della salute mentale, sia in Italia che in altri paesi europei, che hanno mostrato come la frequentazione dell'ambiente alpestre possa invece rappresentare un fattore di equilibrio e di riadattamento, non di alienazione. L'attività escursionistico/alpinistica e il suo gruppo di riferimento, composto da operatori psichiatrici ed alpinisti, possono promuovere un'integrazione corpo/mente e l'acquisizione di competenze sociali e relazionali.

Le prime sperimentazioni di questo tipo in Italia sono state compiute proprio in provincia di Bergamo, all'inizio degli anni novanta. Il Centro Psico Sociale di Piario (legato all'A.O. Bolognini) e la fondazione E. Bosis di Bergamo sono stati i pionieri, promuovendo interessanti e significative esperienze nell'ambito della riabilitazione delle patologie psichiatriche gravi, con pazienti affetti da schizofrenia, psicosi e disturbi di personalità.

Al lavoro clinico si è affiancato un lavoro sulla rete sociale. Questi centri, in collaborazione con il Cai di Clusone ed il Cai di Bergamo, hanno sviluppato progetti in un'ottica di socializzazione, lontani dai consueti circuiti riabilitativi sanitari, favorendo il contatto con realtà esterne al circuito psichiatrico per orientare il tessuto sociale all'accoglienza e all'incontro, superando le paure e lo stigma legato ai disturbi psichici, stigma sociale a cui i pazienti psichiatrici sono spesso condannati.

Sono stati elaborati progetti integrati e individualizzati, che considerano la patologia, la fase clinica in atto, la storia del soggetto, i suoi interessi, motivazioni, risorse e difficoltà. Bisogna lavorare sulla parte sana, ma avendo conoscenza e rispetto della parte malata, al fine di ridurre rischi di scompenso e per permettere alla persona di recuperare il massimo spazio alla guarigione sociale.

La montagna è un ambiente piacevole e rilassante per gli amanti della natura, ma può diventare estremamente severo e rischioso in determinate condizioni climatiche e in certi tipi di ascensione. Richiede pertanto di essere affrontato senza improvvisazioni, con un progetto chiaro e scelto in funzione delle potenzialità/limiti dei partecipanti. Un'attenta ricerca e progettazione precede l'inserimento nei gruppi e le uscite pratiche. E' importante valutare i percorsi e trovare un adattamento rispetto agli itinerari, all'impegno richiesto, alle difficoltà prevedibili, per evitare che si instaurino situazioni di stress per l'eccessivo divario tra le possibilità individuali e le esigenze con cui ci si confronta.

Quali sono i risultati ottenuti? Queste esperienze sono utili? Le osservazioni degli operatori, basate sulla esperienza clinica pluriennale, evidenziano progressi nei soggetti che partecipano ai progetti di Montagnaterapia. Tra i benefici rilevati vi sono: superamento dell'isolamento e miglioramento della comunicazione, ampliamento dei contatti sociali, rafforzamento di abilità esecutive e riduzione dei ricoveri, miglioramento della qualità di vita percepita e riduzione efficace dell'ansia , accrescimento di fiducia in sè e di emozioni positive .

Il programma
Al convegno sono previste due giornate intense di relazioni e approfondimenti teorici; esso potrà dare voce alle persone che da anni si occupano del settore, attraverso un confronto sulle esperienze realizzate e una condivisione delle ricerche in diverse aree: si spazierà dalla salute mentale alle dipendenze, ai minori e ai soggetti diversamente abili.

Il tema centrale riguarda il gruppo nel setting montano, esso verrà approfondito nelle sue dimensioni terapeutiche ed operative. Il programma prevede nella mattinata di venerdì sessioni teoriche, con l'intervento dell'antropologo e past president generale del Cai, prof. Annibale Salsa , dello psichiatra e psicoanalista, Giuseppe Saglio, dello psichiatra e fondatore del gruppo “Sopraimille”, Sandro Carpineta. Seguiranno relazioni sul gruppo come mediatore terapeutico e sul lavoro di rete ed integrazione con il territorio, condotte da psichiatri ed educatori (P. Di Benedetto, N. De Toma, F. Giuriolo).

Nel pomeriggio psicologi, psichiatri, infermieri e alpinisti affronteranno gli aspetti psicologici dell'arrampicata sportiva, il ruolo dell'operatore e dell'accompagnatore, le specificità dell'interazione del gruppo nel contesto montano ( A. Brega, R. Bruni, S. Audisio. M. Milan). A chiusura della giornata vi saranno due relazioni sui giochi / dinamiche e sulle tecniche psicoterapeutiche a mediazione corporea ( S. Foradori, S. Galbiati).

Sabato si passerà dal campo della salute mentale a quello dell'handicap, dalla neuropsichiatria infantile alla cardiologia ( E. Baldini, G. Scoppola, R. Miletto, F. Magnaguagno). Seguirà una sessione dedicata alla ricerca, che porterà i risultati degli studi realizzati sulla montagna terapia e sulla sua efficacia (F. Lanfranchi, A. Frecchiami, I. Gentili). Verranno poi presentate testimonianze dirette. Nel pomeriggio saranno presentate le esperienze compiute all'estero, dando spazio al gruppo belga “La Trace”. A conclusione si evidenzierà la rete presente sul territorio italiano, suddivisa in macrozone ed afferente al sito “Sopraimille”, nonché l'Associazione Montagnaterapia Italiana, costituitasi recentemente. Ci si confronterà rispetto alle scelte per il futuro, per continuare il cammino sui "sentieri di salute".