In una crociera che prende il nome “Ritorno in Terra Santa” la tappa principale per cui viene scelta è indubbiamente Gerusalemme. Israele è terra difficile e per chi ha timore di recarvisi,...
Gerusalemme e Betlemme

In una crociera che prende il nome “Ritorno in Terra Santa” la tappa principale per cui viene scelta è indubbiamente Gerusalemme.

Israele è terra difficile e per chi ha timore di recarvisi, sicuramente l’organizzazione Costa Crociere dà quel senso di sicurezza di cui si ha bisogno. Una volta raggiunta la meta però, tutte le paure vengono dimenticate  e ci si inoltra con migliaia di pellegrini nei meandri di questa millenaria città.

 

Appena giunti in porto veniamo affidati alla guida, una signora italiana di religione ebraica, che durante i quaranta minuti di tragitto per raggiungere Gerusalemme, ci racconta la storia della città, sicuramente interessante sia per il periodo  antico che per quello contemporaneo.

A causa del grande afflusso di turisti e pellegrini, si decide che il nostro gruppo visiterà dapprima la città di Betlemme. La nostra guida, non essendo autorizzata all’ingresso in Cisgiordania, abbandona il pullman e per i chilometri necessari a raggiungere il confine, veniamo affidati al nostro autista. Dopo aver attraversato la “barriera di sicurezza” o “il muro della vergogna”, a seconda da quale parte vi trovate, che divide Gerusalemme da Betlemme, prendiamo a bordo la guida palestinese, un uomo arabo che parla un buon italiano.

La nostra prima tappa però è il negozio di souvenir, dove ci fermiamo per una buona mezz’ora. Approfittiamo dell’occasione per fare qualche piccolo acquisto perché in seguito, almeno a Betlemme, non ci sarà più possibilità.

Dopo aver servito Mammona, ci rechiamo così alla Basilica della Nativitàcostruita nel luogo dove,  secondo la tradizione, avvenne la nascita di Gesù.

L’ingresso alla Basilica si effettua attraverso una porta bassa dove bisogna piegarsi per entrare. Non è uno stratagemma creato per far inchinare il pellegrino all’ingresso di un luogo sacro, bensì un modo per evitare che ci si potesse entrare a cavallo.

Quello che colpisce appena entrati sono le numerose lampade di vari colori appese al soffitto, che rendono particolare questa basilica altrimenti anonima, soprattutto dopo i vari assedi e le distruzioni che ha subito nella sua storia. Sono presenti, tuttavia, dei mosaici e delle pitture in stile bizantino.

In realtà, la Basilica della Natività fa parte di un complesso più ampio sicuramente interessante, ma ovviamente tutta l’attenzione è rivolta alla “Grotta”. L’attesa per visitarla è stata piuttosto lunga, sia per il flusso di turisti e pellegrini sia per le funzioni religiose che vengono svolte quotidianamente.

La Grotta si trova sotto l’altare principale e vi si accede tramite una stretta scala in pietra che lascia passare una persona alla volta. Lo spazio è molto angusto, circa 12 metri di lunghezza per 3,5 di larghezza. La grotta consiste in una base di marmo nel pavimento con una stella d’argento al centro che reca la scritta “Qui dalla Vergine Maria è nato Cristo Gesù” ed immediatamente di fronte si trova il luogo dove era situata la mangiatoia. E’ da notare che la Grotta è di proprietà della Chiesa Greca-Ortodossa, mentre la mangiatoia è di proprietà dei Padri Francescani.

Chi spera di avere un po’ di tempo per pregare o meditare di fronte ad uno dei simboli principali della cristianità, purtroppo resterà deluso. E’ troppo poco il tempo, è tanto il flusso di persone.

E’ ormai quasi ora di pranzo e risaliti sul pullmann salutiamo la nostra guida e riattraversiamo il muro. Questa volta i soldati israeliani salgono a bordo per controllare se per caso qualcuno di noi è armato o qualcuno a Betlemme non ci abbia consegnato materiale esplosivo. In realtà ci credono sulla parola e così rientriamo in territorio israeliano dove ci aspetta la nostra guida per la visita di Gerusalemme.

 

(fine prima parte)

Fonte: http://imblogger.altervista.org/2010/07/27/la-mia-escursione-gerusalemme-e-betlemme-prima-parte/