La Green Economy può effettivamente rappresentare una ripartenza a 360 gradi consentendo occupazione, sviluppo e più attenzione per le nostre vite: vediamo come.
postato da Francesco Colasuonno il 30/01/2013
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Scopo primario della Green Economy è l'individuazione modelli di sviluppo sostenibile e responsabile (condivisi e realizzabili) in grado di promuovere crescita ed occupazione soprattutto grazie all'utilizzo di quelle fonti di energia rinnovabili e delle moderne tecniche di riciclaggio dei rifiuti. Il tutto nel Rispetto dell'ambiente e nel rispetto della salute.   La Green Economy rappresenta quindi oggi una valida via di uscita dalla crisi in cui le vecchie economie sono costrette a brancolare a tutto vantaggio delle economie emergenti. Gli Stati Generali della Green Economy (Ecomondo) sviscerano questi argomenti e cercano di fornire delle risposte condivise utili ad una imprenditoria in grado di rinnovarsi nel segno del GREEN.  

Sono diversi anni oramai che si sente parlare di GREEN: Green Economy, Green Life, Green Style, Green Life e che più GREEN ha, più GREEN mette.

Non tutti però sanno a cosa ci si riferisce con questi termini "verdeggianti". Green Economy (alla lettera economia verde, ma più propriamente economia ecologica) rappresenta un modello, ancora teorico, di sviluppo dell'economia originato da un'analisi del sistema economico che considera oltre ai tradizionali fondamentali (ad esempio il PIL o Prodotto Interno Lordo) anche l'impatto ambientale e quindi i danni che i processi di produzione, siano essi industriali o agricoli, possono arrecare all'ambiente. Si considera quindi l'intero ciclo di vita delle materie prime (dalla individuazione, all'estrazione, al trasporto, alla trasformazione e/o utilizzo, alla eliminazione e/o smaltimento) per analizzare i danni che ogni singola fase di questo ciclo può determinare in rapporto all'ambiente, danni che si ribaltano (retroazione negativa) sul PIL col risultato di farlo crescere meno di quanto in realtà si pensa o addirittura facendo si che esso decresca per via del calo che le attività strettamente connesse alla qualità ambientale (pesca, agricoltura, turismo. salute pubblica etc.) sono costrette a subire dai danni ambientali di cui sopra. Un esempio molto semplice potrebbe essere la differenza tra la coltivazione naturale dei miei pomodori e l'uso di diserbanti e di un concime particolarmente aggressivo per i miei stessi pomodori con i seguenti risultati:
  • Incremento del mio PIL personale in quanto producendo più pomodori potrò rivenderli o consumare senza doverli acquistare (il mio PIL registra un segno positivo)
  • avrò sfruttato maggiormente le risorse del terreno con la conseguenza che:
  • avrò abattuto le capacità nutrizionali del terreno che andranno così ricostituite (il mio PIL registra un segno negativo)
  • avrò introdotto sostanze dannose al mio corpo che potrebbero causarmi problemi (Il mio PIL registra un segno negativo)
  • il comincime ed i diserbanti hanno un costo (il mio PIL registra un ulteriore segno negativo)
  Con un pezzetto di terra in più per ospitare un maggior numero di piante di pomodoro ed evito l'uso dei diserbanti e dei concimi potrebbe essere che il mio PIL chiuda in positivo anzichè in negativo. Sempre che i danni della mia coltivazione intensiva di pomodori siano reversibili nel breve periodo. Pensate in caso di danni irreversibili alla mia salute o al mio terreno poi inutilizzabile?   Lo scopo primario della Green Economy è quello di effettuare queste valutazioni per affinare le misure economiche, tecnologiche, civiche e legislative che possano effettivamente ridurre il consumo delle risorse naturali, ridurre i danni ambientali, promuovendo lo sviluppo sostenibile ottenibile grazie all'efficienza energetica, alla riduzione dei gas serra promuovendo un'autentica economia sostenibile a livello mondiale e preferendo l'utilizzo di risorse naturali e l'incremento del riciclaggio.   In quest'ottica è possibile trovare spazi di crescita ulteriore per i PIL nazionali dei vari stati del mondo?   Indubbiamente in un mondo dove viene prodotto, nella normalità e nella più spietata concorrenza, veramente di tutto, occorre individuare "cose nuove" per stimolare consumi e crescita e la Green Economy, sotto questo punto di vista, può rappresentare l'alternativa ultima per un sistema economico al collasso nel quale, ovviamente, la fanno da padrone (e faranno sempre più) le economie emergenti che, grazie ai minori costi del lavoro e del welfare, divengono più competitive e saranno in grado di portare prodotti di largo consumo anche in zone del mondo dove sino ad oggi questi beni erano preclusi per gli elevati costi. Economie emergenti che però non dispongono, solo per il momento beninteso, di know-how sufficientemente avanzato per sviluppare le tecnologie necessarie a far si che un pannello fotovoltaico possa diventare competitivo nella produzione di energia elettrica ad esempio (stesso discorso vale per l'eoloco, il trattamento delle biomasse, l'utilizzo di bio-materiali in bio-edilizia etc etc).   Così come sempre la Green Economy potrebbe essere in grado di occuparsi ad esempio della riqualificazione del territorio sempre più soggetto a veri e propri disastri ambientali. Sappiamo infatti tutti che i danni provocati da alluvioni e frane, trovano un amplificatore nelle nuove condizioni dei terreni o nella manutenzione dei corsi d'acqua. Un'azienda italiana ad esempio, ha da poco brevettato una miscela di sementi di piante adatte alla coltivazione montana a rapido accrescimento ed in grado colonizzare in breve tempo declivi la cui cura, prima, era garantita magari da qualche filare di viti di un contadino che era, prima, il garante delle condizioni del territorio col risultato che c'erano meno smottamenti, meno frane, meno morti, meno soldi da spendere in emergenza.   Esatto, meno soldi per calamità: visto e considerato che comunque in fase di calamità occorre intervenire non sarebbe allora meglio incentivare queste aziende a sviluppare le necessarie tecnologie in grado di prevenirle le calamità? Non sarebbe meglio spendere per dare lavoro, crescita e sviluppo piuttosto che per allestire tendopoli, ricostruire case e seppellire defunti?   La Green Economy può effettivamente rappresentare una ripartenza a 360 gradi consentendo occupazione, sviluppo e più attenzione per le nostre vite.

Fonte: http://www.bionotizie.com