L'oscura evoluzione del male è un'allegoria di una società schiacciata a poco a poco dal capitalismo finanziario, le cui leggi dettate dalla convenienza dei singoli finiscono per rimodellare e...
postato da Papel1 il 11/04/2018
Categoria: Letteratura - tags: libri

Che succede quando l'aziendalismo finisce per ignorare le necessità e le istanze dei singoli lavoratori? Quali sono le implicazioni morali di delle scelte professionali che non tengono conto degli sforzi compiuti dal singolo operaio? Che la crisi economica finisce col diventare una bomba sociale. Pronta ad esplodere di fronte alle disparità.

È quello che succede quando un'importante azienda manifatturiera situata lungo una strategica arteria stradale della Lombardia si trova a dover affrontare una grave sofferenza finanziaria. Per cercare di risolvere la situazione la governance d'impresa affida a uno stimato commercialista compiti di consulenza e gestione, finanche, nell'estrema ratio, di cessione dell'intera attività. Ed è proprio questa la deriva finale del business, venduto senza battere ciglio ad un gruppo commerciale di prima fascia che intende rilevare il complesso immobiliare e trasformarlo in uno di quei moderni, giganteschi e asettici "Mall". Una volta incassata la generosa somma, i proprietari decidono di rilocalizzare l'impresa in un luogo diverso, scatenando le ire dei dipendenti, uniche sole parti lese dell'affare.

All'improvviso la già pesante atmosfera aziendale viene avvelenata ulteriormente dalle gesta di un killer misterioso, che uccide due persone legate da interessi diversi alla società. Gli investigatori seguono piste differenti: quella dell'islamismo radicale, perché molti dipendenti sono musulmani, e quella finanziaria, legata alle segrete attività estere del Presidente. Il commercialista è invece convinto che il movente dei delitti sia da ricercare altrove e, aiutato dai suggerimenti di un vecchio sacerdote, scoprirà una sconvolgente verità...

L'oscura evoluzione del male è un'allegoria di una società, quella attuale, schiacciata a poco a poco dal capitalismo finanziario, le cui leggi dettate dalla convenienza dei singoli finiscono per rimodellare e ridiscutere persino i concetti di Bene e Male. Ma pure dalle difficoltà di una coesistenza tra immigrati e lavoratori locali, spesso in lotta tra loro eppure parte della stessa fascia debole di popolazione: quella senza prospettive, senza diritti e senza futuro. L'omicidio, allora, è solo l'accensione di una miccia ben più lunga, la cui deflagrazione non può che avere delle conseguenze inaspettate.

Il primo responso sulla morte dei due partecipanti alla riunione di quel nefasto venerdì sera arrivò tre giorni dopo per Renato Bergamini. Aveva nel sangue una quantità abnorme di alcol etilico, il suo tasso alcolemico era pari a 2,8 m/l. Se fosse stato fermato da una pattuglia prima dello schianto, avrebbe rischiato sei mesi di reclusione e la sospensione della patente di guida a tempo indeterminato, come minimo per un paio di anni, oltre al sequestro del mezzo. Per lui comunque quella misura sarebbe stata una benedizione, ma sulla sua strada ha trovato quel grosso TIR...

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