Penultimi in Europa: non è certo una buona notizia, quella che arriva dal report dell'Agcom sullo stato delle comunicazioni in Italia, e in particolare sull'utilizzo di Internet. Nonostante gli...

L'Italia è ancora in ritardo sulla diffusione di Internet

postato da ElenaVe il 17/07/2017
Categoria: Tecnologia - tags: comunicazioni + connessione + eolo

Penultimi in Europa: non è certo una buona notizia, quella che arriva dal report dell'Agcom sullo stato delle comunicazioni in Italia, e in particolare sull'utilizzo di Internet. Nonostante gli incrementi degli ultimi anno, infatti, gli accessi al Web nel nostro Paese sono ancora molto bassi, inferiori alle performance di altri Stati del Vecchio Continente, relegandoci per l'appunto in coda alla classifica.

Lo studio Agcom. Per la precisione, nell'annuale relazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentata alla metà di luglio, si analizzano in dettaglio le abitudini e i consumi degli italiani nei servizi di comunicazioni (in tutte le forme, dalle telecomunicazioni alla radio, passando per tv, radio, quotidiani e prodotti postali), con attenzione particolare a Internet.

Penultimi in Europa. Nonostante la diffusione generale del Web, in Italia i parametri sono ancora piuttosto bassi, confrontandoli con quelli di altri Paesi europei: innanzitutto, l'uso di Internet è ancora una faccenda "limitata", visto che solo il 60 per cento degli italiani naviga effettivamente. Questo significa che quattro persone su dieci non sono online. Inevitabilmente, allora, lo Stivale è al di sotto della media europea per lo shopping online, per l'uso di servizi di home banking e per il consumo di video on demand, mentre l'unico parametro in media è quello per l'utilizzo dei social network.

Internet va più veloce. A ben vedere, però, qualche dato positivo c'è: nella presentazione dei dati, il presidente dell'Agcom Angelo Cardani ha voluto sottolineare l'importanza dell’impegno sia pubblico che privato per migliorare quanto meno lo stato dell'infrastrutturazione necessaria per garantire Internet ultra veloce: i collegamenti a banda ultra larga nel 2016 hanno raggiunto il 72 per cento della case italiane, mentre alla fine dell'anno precedente erano il 41 per cento. Un ampliamento reso possibile anche dagli operatori privati come Eolo, che attraverso sistemi di connessione wireless via radio consentono di avere Internet senza telefono fisso e ad alta velocità.

Sguardo alle tlc in Italia. L'analisi dell'Agcom si concentra poi sulle tendenze del mercato delle telecomunicazioni in Italia, dove (finalmente) si registra un positivo cambio di marcia: nell'ultimo anno i ricavi hanno infatti ottenuto una crescita di 1,5 punti percentuali, che viene interpretata come un segnale di ripresa per l’intero settore delle comunicazioni, dopo quattro anni consecutivi di costante calo. In totale, il mondo della comunicazione ha generato un fatturato di 53,6 miliardi di euro, rappresentativa del 3,2 per cento della ricchezza prodotta a livello nazionale nel 2016.

Il mercato televisivo. Il solo mercato dei media nel suo complesso registra ricavi per 14,9 miliardi, con un rialzo di cinque punti percentuali rispetto al 2015; a trainare il comparto è innanzitutto la televisione, che beneficia della ripresa degli investimenti pubblicitari (più otto per cento), seguita dal settore delle comunicazioni online, che ha visto una crescita di ricavi del 15 per cento; tiene botta la radio, che intercetta uno 0,8 per cento in più di incassi dal mercato pubblicitario, mentre crolla il settore di quotidiani e periodici, dove le risorse investite dalla pubblicità sono scese del 6,6 per cento.

La torta delle tv. Per quanto riguarda la televisione, che come detto resta il "medium" per eccellenza nel nostro Paese, è Sky a vincere la battaglia dei ricavi tout court, con il 32 per cento del totale; la Rai porta a casa il 30 per cento (ma il 74 per cento delle entrate di Viale Mazzini è costituito dal canone), mentre Mediaset vale il 28 per cento del mercato. Tra le tv in chiaro, nell'ultimo anno si sono fatti spazio i canali di Cielo (di proprietà Sky), quelli del gruppo Discovery e La7.