La Nazioni Unite e i Ministeri dell’ambiente di Italia e Argentina hanno organizzato una presentazione di approfondimento sulle tecnologie necessarie a raggiungere gli obiettivi dell’emendamento...

L’industria italiana della refrigerazione protagonista in Sud America

postato da AleLonghi il 17/01/2018
Categoria: Estero - tags: argentina + industria italiana + refrigerazione industriale

La Nazioni Unite e i Ministeri dell’ambiente di Italia e Argentina hanno organizzato, in collaborazione con il Centro Studi Galileo e 10 produttori europei, una presentazione di approfondimento sulle tecnologie necessarie a raggiungere gli obiettivi dell’emendamento di Kigali. Un’interessante opportunità per le imprese italiane del freddo, settore dove l’Italia è numero 1 in Europa, di affermarsi come punto di riferimento nell’America latina, offrendo numerose opportunità per il mercato nazionale e per le imprese locali.

L’Argentina si sta infatti dirigendo verso un futuro sostenibile, concentrando le proprie energie su uno dei temi di maggiore attualità: la riduzione delle sostanze dal grande potenziale di riscaldamento globale. I migliori 10 produttori italiani nel campo della refrigerazione industriale sono così stati chiamati a presentare le loro innovazioni e attività.

All’interno dei vari appuntamenti sudamericani, è emerso un forte e costruttivo dibattito intorno alle differenze tra i refrigeranti infiammabili e leggermente infiammabili. L’infiammabile sarà infatti ampiamente utilizzato in piccole installazioni nella refrigerazione commerciale mentre i refrigeranti A2L, dopo la modernizzazione secondo gli attuali standard, saranno utilizzati in una gamma più varia di applicazioni.

 

La preoccupazione principale rimane sempre l’infiammabilità dei refrigeranti A2. Ma a questo proposito “la formazione e la certificazione dei tecnici è l’unica direzione da prendere per garantire un futuro sicuro per i sistemi e per i tecnici del Freddo”, sottolinea Marco Buoni, vicepresidente dell’Associazione Europea dei Tecnici del Freddo (AREA) con 22 nazioni aderenti e 125mila tecnici iscritti.