Introduzione Malattia causata dall'atipica proliferazione del tessuto che riveste la cavità dell'utero (endometrio) esternamente all'utero. Più sovente la moltiplicazione dell'endometrio si...

L'endometriosi

postato da guidamedicina il 20/08/2012
Categoria: Medicina - tags: endometriosi + medicina + patologie

Introduzione

Malattia causata dall'atipica proliferazione del tessuto che riveste la cavità dell'utero (endometrio) esternamente all'utero. Più sovente la moltiplicazione dell'endometrio si presenta nel bacino, interessando ovaie, tube, intestino e vescica. L'endometrio localizzato in sede anomala soffre gli impulsi da parte degli ormoni ovarici e agisce come il regolare tessuto uterino, andando incontro a cicli sistematici di ingrandimento e emorragia e dando forma ad aderenze tra gli organi presenti nell'area.

Cause

Non è stata individuata una causa esatta dell'endometriosi. Sono state avanzate svariate ipotesi, fra cui il distacco di piccoli frammenti di endometrio nel corso delle mestruazioni che, anziché fuoriuscire all'esterno, risalirebbero attraverso le tube di Falloppio nella cavità dell'addome; il trasferimento di cellule endometriali in altre sedi attraverso la circolazione sanguigna o linfatica o la modificazione in tessuto endometriale di cellule ubicate esternamente all'utero. La patologia può avere carattere familiare.

Sintomi

Il sintomo principale dell'endometriosi è la manifestazione dolorosa, nella parte inferiore dell'addome e nell'area pelvica, che spesso si accentua durante le mestruazioni (dismenorrea). Spesso può essere presente un dolore profondo durante i rapporti sessuali (dispaerunia). Nelle forme localizzate all'intestino o all'apparato urinario, si possono manifestare perdite di sangue dal retto o dalla vescica. La perdita di fertilità è una conseguenza possibile dell'endometriosi.

Diagnosi

La diagnosi di endometriosi si basa sui sintomi e sull'esame obiettivo e può essere confermata dall'ecografia pelvica e dalla laparoscopia. Quest'ultima è utile soprattutto a determinare l'estensione dell'endometriosi e l'interessamento degli organi pelvici. Utili la risonanza magnetica nucleare nell'analisi delle sedi al di fuori della pelvi e gli esami del sangue per l'accertamento di marker (come l'antigene Ca-125 o gli anticorpi per il tessuto endometriale) non specifici della malattia, ma impiegabili per seguirne il decorso posteriormente alla diagnosi e al trattamento.

Trattamento

Le terapie farmacologiche si basano sul principio di sospendere l'attività ovarica, sulla base della riflessione che durante la gravidanza e dopo la fine dell'età fertile l'endometriosi tende a rientrare in modo spontaneo. Possono essere somministrati anticoncezionali (estrogeni e progestinici associati) oppure sostanze in grado di arrestare la funzione ovarica (danazolo, agonisti del GnRH). Per via chirurgica è invece possibile sistemare le eventuali aderenze e rimuovere le proliferazioni; solo in casi estremi può rendersi necessaria l'isterectomia e l'asportazione degli annessi (tube, ovaio).