La decisione del parlamento israeliano di approvare la legge che sancisce l’identità ebraica di Israele apre scenari inquietanti sul futuro del paese e della questione palestinese e conferma la...
postato da monitoreinter il 20/07/2018
Categoria: Estero - tags: israele + legge ebraica

La decisione del parlamento israeliano di approvare la legge che sancisce l’identità ebraica di Israele apre scenari inquietanti sul futuro del paese e della questione palestinese e conferma la connotazione antidemocratica della maggioranza che detiene il governo a Tel Aviv. Deve essere specificato che la differenza di voti in favore dell’approvazione è stata minima, ma nonostante questo dato matematico, la direzione che ha preso l’esecutivo appare incontrovertibile. Esistono fattori esogeni che hanno favorito questa legge: l’avvento al potere di Trump, che ha sostituito Obama alla Casa Bianca, l’immobilità delle Organizzazioni e dei soggetti internazionali, che potevano condizionare Israele ad approvare una legge di questo tipo, oltre al disordine che vige in medioriente, che ha favorito una sorta di disinteresse della questione israelo-palestinese; ma le condizioni favorevoli sono maturate anche grazie alla situazione all’interno del paese israeliano, con la parte maggioritaria del  corpo elettorale sempre più radicalizzata ed una opposizione divisa, incapace di sfruttare le incapacità in politica economica del governo e che non ha saputo approfittare degli scandali che hanno riguardato il primo ministro. Gli israeliani si sono adattati ad essere governati sempre di più da una destra quasi teocratica, coincidente con gli ambienti religiosi più conservatori, che ha condotto una politica contro gli arabi ed in favore degli insediamenti abusivi nei territori, per allargare l’espansione di coloni ultraortodossi e con il fine di aumentare la superficie del territorio di Israele. Il governo in carica non solo ha assecondato questi indirizzi, ma ne è diventato promotore, mantenendo una condotta ambigua in campo internazionale, promettendo concessioni agli arabi, che non sono mai arrivate ed ottenendo, di fatto, di procastinare la questione palestinese per guadagnare tempo da impiegare nell’occupazione dei territori. In questo contesto si è potuto elaborare  la legge sull’identità ebraica dello stato di Israele. Quella che si vuole creare è una nazione omogenea basata sulle peculiarità dell’appartenenza all’ebraismo; Il rischio concreto, anche per gli ebrei non osservanti, è che il fattore religioso assuma una importanza troppo rilevante, capace di condizionare, in modo ancora più determinante, anche il futuro della società israeliana. Secondo la nuova legge ogni ebreo che lo vorrà avrà il diritto di emigrare nel paese israeliano e di ottenerne la cittadinanza, questa disposizione sottintende che sarà necessario un ampliamento del territorio del paese, il che è espressamente previsto mediante la promozione delle comunità ebraiche all’interno degli insediamenti. Diventa così legale la pratica della sottrazione di territorio alle comunità arabe. Risulta ovvio che questo fattore non potrà non incidere sul futuro delle relazioni con i palestinesi , ma anche sulle conseguenze che le relazioni diplomatiche avranno su Tel Aviv. Fare la previsione che questo provvedimento non potrà che portare alterazioni degli equilibri regionali, appare fin troppo facile, tuttavia finchè la comunità internazionale non vorrà usare strumenti di pressione adeguati il governo israeliano avrà la legittimazione per continuare ad agire in questo senso. Sarà interessante verificare come si comporteranno le istituzioni nazionali nei confronti di quella parte minoritaria, circa il venti per cento di cittadini israeliani non ebrei, che comprendono arabi musulmani, ma anche cattolici, drusi ed ortodossi; le minoranze politiche, anche ebraiche, hanno  definito la legge antidemocratica perche rischia di essere discriminatoria proprio per gli effetti che potrà avere su quella parte di società israeliana che non coincide con le caratteristiche dell’identità ebraica. Certamente dovranno essere verificate le condizioni ed i diritti di questi cittadini dopo l’entrata in vigore della nuova legge. La promulgazione di questa norma segna un arretramento anti storico delle posizioni di Israele ed una sua volontà di chiusura, che, attraverso la presunta ricerca di tutelare le sue origini e la sua fede religiosa, mira a legalizzare l’occupazione di territori altrui contro il diritto internazionale in dispregio della comunità internazionale e facendo un uso soltanto strumentale di valori millenari.

Fonte: http://monitoreinternazionale.blogspot.com/2018/07/israele-approva-una-legge-in-favore.html