Pochi giorni dopo la pubblicazione del romanzo Guido io, la redazione di Segmenti Editore intervista l'autore, Fabio Sapienza.D. Vogliamo ringraziarla per averci dedicato un po' del suo tempo...

Pochi giorni dopo la pubblicazione del romanzo Guido io, la redazione di Segmenti Editore intervista l'autore, Fabio Sapienza.
D. Vogliamo ringraziarla per averci dedicato un po' del suo tempo rispondendo alle nostra domande.
Le chiediamo subito: chi è Fabio Sapienza?
R. Sono nato a Verona nel 1964. Vivo a Livorno da quando ero bambino. Sono laureato in Economia e Commercio. Dopo gli studi ho lavorato in un’ azienda per una decina d’anni. Lì ho fatto un’esperienza importante che mi è servita successivamente per intraprendere la mia attività attuale di broker indipendente di materie prime nel canale del bakery.

D. Cosa l’ha spinta a intraprendere la carriera di scrittore e quali autori hanno influito in questo suo percorso creativo?
R. Sono sempre stato un lettore. Ho letto tanti libri. Non ho autori preferiti. Mi piace leggere ed emozionarmi. Non posso dire che scrivere sia stato  da sempre il mio sogno nel cassetto. Si dice che quando si realizza un sogno bisogna ricordare e assaporare quando si sognava. In realtà a me questo non è successo. A un certo punto mi è venuta l’idea di scrivere una storia e  mi sono messo a farlo. È venuta di getto, come se fosse lì in attesa di uscire. Non ricordo neanche il momento in cui tutto è iniziato.

D. Quali sono gli spunti che l’hanno portata a scrivere questo romanzo?
R. Ho l’attitudine quando sono rilassato di vagare con il pensiero. Ero a New York, due estati fa, in vacanza e ho cominciato a immaginare questa storia. Una parte del romanzo infatti è ambientato a New York. Forse parte tutto da lì.

D. Quali sono i protagonisti del romanzo, a quale si è più affezionato e quale è stato più difficile descrivere?
R. Il protagonista del romanzo è Guido, un ragazzo venticinquenne di genitori benestanti, separati, fiscalista lui, fotografa lei, che vive la propria vita seguendo l’inerzia, facendo il proprio dovere di studente, ma senza farsi troppe domande. Vive la propria giovinezza in compagnia degli amici della vita, Edoardo e Giorgio, come tanti ragazzi  della sua età, finché un fatto doloroso e inaspettato non lo mette a tu per tu con la realtà e soprattutto con se stesso. Guido è il personaggio che amo di più, Alberto, il padre, è quello più controverso.

D. Come definirebbe il suo romanzo?
R. Un romanzo d’introspezione, intimista. Ho cercato di tirar fuori dai personaggi le emozioni e descriverle.

D. Quali sono i temi trattati nel romanzo.
R. Racconto di amicizia, di rapporti tra genitori e figli, di perdita, di errori e tentativi di riparazione. Sullo sfondo una bella storia d’amore che nasce. Ho cercato di affrontare questi temi utilizzando colori pastello, in modo tenue.

D. C’è un messaggio diretto o indiretto?
R. C’è un filo, una ricerca, il tentativo di non vivere la propria vita facendosi trasportare, ma dare invece un’impronta, la propria impronta. E poi un segnale di speranza. Anche di fronte a momenti brutti e dolorosi in cui ci si può perdere, pensare che invece proprio quelli possano essere l’occasione per trovarsi.

D. A chi è rivolto principalmente?
R. A tutti coloro che non vogliono restare in superficie, ma soprattutto semplicemente a chi vuole passare  qualche ora in compagnia di un libro.

D. Guido, protagonista del libro, affronta un periodo di cambiamenti e un difficile percorso di consapevolezza e crescita, quali sono le fasi più importanti in questo percorso?
R. Guido è un ragazzo  con una spiccata sensibilità, sente più degli altri. Una perdita importante lo costringe ad occuparsi di se stesso, a guardarsi dentro, a far luce su quello che vorrà fare da grande. Soprattutto a che persona vorrà essere, quali priorità dare. Penso che più che di un cambiamento si debba parlare di una crescita, di un’evoluzione.

D. Quali elementi autobiografici è possibile individuare nel suo romanzo? Se ve ne sono?
R. La storia di Guido non è la mia storia, ma penso che in ogni personaggio descritto ci sia qualcosa di me. In questo genere, quando parli di emozioni, di sentimenti, ti metti un po’ a nudo.

D. Nel romanzo ci sono diversi riferimenti alla musica.
R. Sì, la musica degli anni ottanta, la musica che ascoltavo quando ero adolescente e che ascolto tuttora. Una sorta di colonna sonora, un omaggio ai gruppi storici come gli U2, I Simple Minds, i Depeche Mode etc, ancora attuali.

D. Scrivere un libro ha rappresentato un momento di crescita e di cambiamento per lei?
R. Senza dubbio, per quello che dicevo prima. È stata la prima volta che mi sono esposto così tanto a livello emotivo. Mentre scrivevo non sapevo se sarei arrivato in fondo e soprattutto se poi avrei messo a disposizione dei lettori il mio lavoro. E invece man mano che la storia si sviluppava e mi piaceva è stato naturale farlo.

D. Ha intenzione di dare un seguito al romanzo?
R. Non so ancora. Forse mi piacerebbe sviluppare un paio di personaggi che mi affascinano e che non si sono ancora svelati completamente.

D. Perché ha scelto di pubblicare con Segmenti Editore?
R. Mi piace la psicologia. Ho conosciuto l’Editore attraverso il forum di Psiconline e mi sembrava che il mio romanzo fosse  in sintonia con la linea editoriale di Segmenti. Ho inviato il manoscritto e la redazione mi ha contattato per la pubblicazione. Sono grato per aver trovato in Segmenti l’Editore che ha voluto investire sul mio lavoro.

Fonte: http://www.segmentieditore.it/le-novita/intervista-a-fabio-sapienza-autore-del-romanzo-guido-io.html