I compiti del commercialista all’interno di un’azienda non si limitano solamente alla tenuta dei conti, delle scritture contabili e dei servizi fiscali. Il suo ruolo è infatti molto importante e...

I compiti del commercialista all’interno di un’azienda non si limitano solamente alla tenuta dei conti, delle scritture contabili e dei servizi fiscali. Il suo ruolo è infatti molto importante e man mano che aumenta la sua esperienza nel campo, è importante che rimanga costantemente aggiornato per adempiere ai suoi doveri in maniera diligente ed affidabile.

Al fine di ottenere l’abilitazione ad esercitare la professione, il dottore commercialista deve adempiere all’obbligo di tirocinio e successivamente passare un esame abilitativo. Una volta superata la verifica, si procederà all’iscrizione all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che renderà l’abilitazione ufficiale. Al giorno d’oggi per poter diventare commercialista, è necessaria una laurea magistrale in uno dei corsi appartenenti alle classi Scienze dell’economia o Economia Aziendale.

In primo luogo, il commercialista si deve preoccupare di capire se la sua azienda si trova in salute oppure se per svariati motivi potrebbe incorrere nel rischio di una crisi. Al fine di compiere una valutazione corretta, il professionista stabilisce se gli utili generati sono sufficienti a garantire il regolare funzionamento dell’azienda e poi eventualmente procedere ad un cambio di strategia.
In secondo luogo, è fondamentale che un buon commercialista comprenda se alcuni costi sono sostenibili da parte della società e quindi stipulare un piano di gestione attuabile e coerente con gli obiettivi aziendali. È importante che il commercialista capisca quali sono i costi necessari e quali invece sono rinunciabili al fine di ottimizzare le spese ed evitare sprechi di risorse.

Proprio a causa dell’enorme responsabilità del commercialista, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli esperti Contabili ha stabilito che coloro che svolgono questa professione hanno l’obbligo di ottenere 90 crediti formativi nell’arco di un triennio. Lo scopo è proprio quello di mantenere i professionisti informati e aggiornati continuamente, per evitare casi di incompetenza e mala gestione. È obbligatorio ottenere 20 crediti verificati ogni anno e almeno 3 in una delle seguenti materie: ordinamento, deontologia, compensi, organizzazione dello studio professionale, normativa antiriciclaggio e tecniche di mediazione.

Per facilitare l’adempimento della Formazione Professionale Continua, conosciuta anche come FPC, l’ordinamento prevede che ai tradizionali metodi di insegnamento, quali meeting, lezioni frontali, seminari e master, siano affiancati i nuovi metodi e-learning. A.F.A.P. si occupa quindi di fornire corsi online per commercialisti e offre pacchetti di corsi personalizzabili. I corsi sono accreditati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e sono riconosciuti come crediti formativi. Inoltre, la prima prova gratuita messa a disposizione dal marchio garantisce l’attribuzione di 1 credito formativo.

Fonte: https://www.afap-formazione.net/