Purtroppo, quando un nostro caro viene a mancare improvvisamente, non si ha chiaramente il tempo di informarsi di tutte le norme da rispettare, ed è preferibile che il rimpatrio venga effettuato...

Il rimpatrio delle salme. Cosa fare quando un familiare muore all’estero?

Rimpatrio della salma

Il rimpatrio di una salma da e per l'Italia è una procedura altamente delicata è complessa.

E' necessario presentare una documentazione dettagliata nel rispetto delle normative italiane, e de paese da o per è previsto il rimpatrio. Le norme sono numerose ed è semplice, poter incappare in un errore.

Purtroppo, quando un nostro caro viene a mancare improvvisamente, non si ha chiaramente il tempo di informarsi di tutte le norme da rispettare, ed è preferibile che il rimpatrio venga effettuato in tempi relativamente brevi. E' per tale ragione, consigliato rivolgersi a degli esperti, che nel minor tempo possibile, e nel rispetto di tutte le normative vigenti, si occupino del rimpatrio della salma.

 

DOCUMENTI NECESSARI AL RIMPATRIO E INDICAZIONI PER IL TRASPORTO (paesi aderenti alla convenzione di Berlino)

 

Quando la salma deve essere rimpatriata in Italia, si necessita di una serie di documenti da presentare allo Stato italiano, nello specifico al comune di destinazione.

Quando si tratta di salme di cittadini italiani deceduti all'estero i Consolati italiani forniscono assistenza e informazioni ai familiari coinvolti.

Per ottenere il passaporto mortuario e quindi il rimpatrio della salma, sono necessari i seguenti documenti:

 

–Certificato di morte autenticato tramite Apostille e traduzione in italiano.

–Certificato dell'autorità sanitaria locale che attesti che siano state osservate le norme igieniche di sicurezza;

–Certificato che attesti il decesso in zona non soggetta alla presenza di malattie infettive o di natura endemica.

 

Per il trasporto delle salme all'estero, ci sono delle direttive regolamentate dalla Circolare n. 7 del 4.4. 1979 M/VII/1 che esplica le modalità di costruzione della cassa mortuaria.

Questa circolare prescrive che il trasporto deve avvenire in duplice cassa, una in legno e l'altra in metallo.

 

La cassa metallica dovrà essere saldata, e tra le due casse, sul fondo, si deve predisporre un materiale di natura assorbente e biodegradabile, e riconosciuto idoneo.

Il testo fornisce tutte le informazioni in merito alla costruzione delle casse, dalla tipologia di materiale, allo spessore, e a tutte le varie lunghezze da rispettare.

E' inoltre importante che su ogni cassa in legno sia impresso il marchio di fabbrica con le indicazione della ditta produttrice.

 

Per il trasporto della salma nei mesi da Aprile a Settembre è necessario che si effettui un trattamento che consiste nell'introduzione di almeno 500 cc di formalina FU.

Per gli altri mesi dell'anno, tale prescrizione va' applicata per viaggi superiori alle 24h, o in caso di decesso precedente alle 48h dalla data di trasporto.

Le salme sottoposte a imbalsamazione son esenti da tali prescrizioni.

 

DOCUMENTI NECESSARI AL RIMPATRIO E INDICAZIONI PER IL TRASPORTO (paesi non aderenti alla convenzione di Berlino)

 

Per il rimpatrio di salme provenienti da paesi che non hanno aderito alla convenzione di Berlino, che si occuperà del trasporto dovrà presentare al consolato italiano una specifica domanda accompagnata dai seguenti documenti:

–Certificato dell'autorità sanitaria locale che attesti che siano state osservate le norme igieniche di sicurezza;

–Altri documenti che il ministero della sanità dovesse richiedere prima del rimpatrio.

 

Il rientro della salma necessita dell'autorizzazione da parte del Prefetto della Provincia a cui la salma è destinata. La prefettura avvia l'autorizzazione al trasferimento della salma quando le Autorità consolari del paese di provenienza avranno assicurato il rispetto delle norme vigenti. In questo caso dunque, non si attende l'effettiva consegna della documentazione di rito; è sufficiente il lasciapassare dell'autorità consolare.

 

Fortunatamente, ad oggi, le pratiche per il rimpatrio della salma in Italia sono state velocizzate. Il testo che le regolamenta è del 1979, per cui, nel corso degli anni sono state apportate delle migliorie.

I Consolati Generali e le Ambasciate italiane all'estero sono disponibili nell'aiutare i propri cittadini in merito alla documentazione da presentare per l'ottenimento del passaporto mortuario.

Ma spesso i parenti dei cittadini italiani morti all'estero non hanno modo o praticità nel disbrigo delle pratiche in completa autonomia, hanno però la possibilità di affidarsi a imprese di pompe funebri specifiche, che si occupano del trasporto, della parte burocratica, fino all'arrivo della salma del comune di residenza italiano.

 

Nel caso in cui si voglia procedere in autonomia, i parenti del defunto dovranno:

 

1.Comunicare il decesso al consolato generale o all'ambasciata italiana per il rilascio del nulla osta.

2.Ottenere l'atto di morte emesso dall'Ufficio di stato civile competente, tradotto anche in lingua italiana;

3.Documentazione che attesti la cittadinanza italiana del defunto qualora non fosse iscritto nell'AIRE (schedario consolare) come carta di identità, passaporto italiano o certificato di cittadinanza italiana.

 

Infine sarà comunque necessario contattare un'impresa di pompe funebri per il trasporto della salma e per il funerale.