Il neurofeedback è un metodo mediante il quale si apprende a proporzionare e autoregolare il proprio sistema nervoso centrale. Tale autocontrollo si apprende per mezzo dell'informazione che...

Il neurofeedback

postato da guidamedicina il 03/09/2012
Categoria: Medicina e Salute - tags: neurofeedback + sistema nervoso

Il neurofeedback è un metodo mediante il quale si apprende a proporzionare e autoregolare il proprio sistema nervoso centrale. Tale autocontrollo si apprende per mezzo dell'informazione che discende dall'elettroencefalogramma elaborato da un calcolatore elettronico. Il calcolatore elettronico,difatti, visualizza con un ritardo di pochi millisecondi l'elettroencefalogramma aiutando così a intuire come modificarlo. Quando la correzione avviene nella direzione voluta il soggetto viene premiato (il cervello elettronico di solito trasmette una retroazione sonora ovvero visiva). In questo modo, grazie a un allenamento costante, è possibile praticare stabilmente questa forma di controllo di sé. Il neurofeedback si contraddistingue per essere una terapia modulata continuamente sulle proprietà della singola persona e del suo quadro psicopatologico e che di conseguenza contempla un adeguamento incessante, per essere una cura di tipo biologico ma non farmacologica: modifica le connessioni tra le cellule del cervello senza un intervento di tipo biochimico. Per questo motivo è possibile associarla, qualora necessario, a diverse forme di psicoterapia. Non presenta per di più effetti collaterali: non vengono introdotti composti, somministrate correnti elettriche ovverosia campi magnetici di nessun genere. La terapia si basa sulla comprensione attiva del paziente che apprende progressivamente a regolare la propria attività cerebrale sotto la conduzione del medico e del calcolatore elettronico. Il medico preparato appositamente, condivide passo a passo il cammino terapeutico appoggiandone la motivazione, verificando i progressi e calibrando la cura a seconda dei risultati conseguiti. Durante una seduta di neurofeedback il paziente viene fatto accomodare su una poltrona in modo che si rilassi e si senta a suo agio. Dirimpetto a sé ha un elaboratore. Il trainer che lo segue posiziona sul suo capo alcuni elettrodi. A questi sono collegati dei fili sottili che mandano il segnale immediatamente al cervello elettronico. In questo modo il paziente vede le proprie onde del cervello visualizzarsi sullo schermo del computer. Nel caso di un paziente adulto queste visualizzazioni sono sotto forma di barre colorate, ad un bimbo appaiono invece sottoforma di videogioco. Lo scopo del training è quello di aumentare l'attenzione del paziente e abbassare la sua tendenza a estraniarsi. Qualora il paziente non è concentrato e rilassato la visualizzazione si ferma e non emette alcun feedback (retroazione) visivo e sonoro, allo stesso modo il videogioco del bimbo smette di funzionare fino a che egli non avrà riacquistato la sua applicazione. Il processo di controllo di sé è all'inizio una abilità impulsiva. Man mano che il paziente riesce a mantenere regolare l'attività visualizzata sul cervello elettronico assimila la modalità con cui questo avviene. La cura quindi, si basa sulla sensazione attiva del paziente che impara progressivamente a regolare la propria attività cerebrale sotto la guida del medico e del computer. Il terapeuta esercitato di proposito, condivide passo a passo il cammino curativo sostenendone la motivazione, controllando i progressi e calibrando la cura a seconda dei risultati conseguiti. Un addestramento completo prevede approssimativamente 30-40 sedute, in genere due o tre a settimana, per cui il tempo complessivo varia dai 3 ai 7 mesi.