Insieme a tanti altri percorsi importanti di conquista di diritti ed emancipazione che hanno colorato e fatto viva la storia italiana recente in questi decenni, uno forse meno noto si snoda fra...

I disabili e i loro diritti: storia di una conquista

postato da MarcoDegli il 13/06/2012
Categoria: Italia - tags: disabili

Insieme a tanti altri percorsi importanti di conquista di diritti ed emancipazione che hanno colorato e fatto viva la storia italiana recente in questi decenni, uno forse meno noto si snoda fra passi avanti, ritorni al passato, difficoltà e prese di coscienza: ed è un percorso fondamentale, che ha a che vedere con la possibilità di centinaia di migliaia di persone di vivere quotidianamente la loro partecipazione alla comunità civile come è loro diritto, in modo autentico e pieno. Questo percorso, di cui vorremmo parlare, è quello del riconoscimento dei diritti dei disabili di ogni tipologia e di ogni età.

Non ci sono infatti dubbi ed esitazioni, all'interno della nostra Carta Costituzionale, riguardo al fatto, esplicitamente chiarito, che la condizione di cittadinanza preveda, per la sua stessa natura, un serie di diritti essenziali, come quello alla salute, alla socialità, all'istruzione e al lavoro. E com'è naturale, prevede che questi diritti siano estesi a tutti i cittadini, quindi anche a coloro che si trovino ad essere colpiti da una qualche disabilità. Possiamo trovare un inizio ideale del percorso teso a rendere possibile e reale questo dettato costituzionale in una presa di coscienza essenziale, avvenuta intorno al chiudersi degli anni sessanta del ventesimo secolo. In quel momento storico così vitale, i disabili italiani e le loro famiglie si resero conto di due fatti essenziali: di vivere un'emarginazione di fatto, e del dovere delle istituzioni di porvi fine.

Fu, in tale percorso, assolutamente fondamentale il ruolo avuto, come attori protagonisti, dalle associazioni: da quelle di disabili e da quelle dei loro familiari. Fu da queste parti sociali che ebbe impeto la spinta al cambiamento, sia legislativo che culturale: perchè se certamente un percorso come questo vive una sua parte essenziale a livello istituzionale, dove vengono promulgate le leggi necessarie, allo stesso tempo è sul piano della cultura quotidiana, di quella "cultura dell'handicap" che è costato e costa tanto sforzo costruire giorno per giorno, che accadono i piccoli eventi che, autenticamente, possono migliorare le condizioni di vita dei disabili. E a fare avvenire tali eventi è stata ed è l'azione paziente, costante, di centinaia di insegnanti, di volontari, di associazioni sindacali e di amministratori locali, la cui lotta per questa evoluzione è stata incessante.

Un approdo importante lungo questa rotta di crescita e miglioramento può essere rintracciato nella legge 118 sull'invalidità, approvata il 30 marzo del 1971. Da essa infatti ebbe inizio lo sviluppo di un'intera rete di servizi di riabilitazione e assistenza, con l'obiettivo di sostenere tutte le famiglie nell'affrontare i tanti problemi legati alla disabilità. Fu così che nacque il concetto essenziale, e ormai riconosciuto da ogni parte, che la riabilitazione del disabile non si limiti all'aspetto medico (per quanto essenziale) ma passi essenzialmente da un riconoscimento e un inserimento sociale, che anzichè essere la conclusione del percorso si configura come necessario punto d'arrivo per dare senso e valore al lavoro di recupero medico di abilità, movimento, e comprensione.