Attraverso un corso di primo soccorso s’imparano tutte quelle azioni che consentano di aiutare una o più persone in difficoltà, nell’attesa che arrivino dei soccorsi più qualificati. Si tratta di...

I corsi per il primo soccorso aziendale

Attraverso un corso di primo soccorso s’imparano tutte quelle azioni che consentano di aiutare una o più persone in difficoltà, nell’attesa che arrivino dei soccorsi più qualificati. Si tratta di competenze molto importanti, che possono mantenere in vita un infortunato, prevenendo altri danni a suo carico. Ciò avviene, sia proteggendo il paziente da fattori esterni sia utilizzando determinate tecniche che evitino che le sue condizioni possano peggiorare. Si viene a conoscenza, anche, di tutte quelle regole che permettono di prevenire le situazioni di pericolo fin dall’inizio, oltre che le varie fasi in cui si suddivide il soccorso.

Solitamente, tramite i corsi primo soccorso, si acquisiscono tutte le conoscenze necessarie per intervenire nelle diverse situazioni di pericolo in cui una persona si può trovare: quando il soggetto non respira e non presenta attività cardiaca, in caso di trauma cranico e di lesioni alla colonna vertebrale, d’infarto cardiaco, di ferite ed emorragie, di amputazioni, di fratture e lussazioni, di ustioni, di colpi di calore o sole, di folgorazione, di crisi epilettica, d’inalazione o ingestione acuta di sostanze chimiche tossiche, oppure di danno agli occhi. S’impara, anche, quale deva essere il contenuto minimo della casetta del pronto soccorso.

Da un corso di primo soccorso a Milano oppure nelle altre città di Italia si apprende che la prima cosa da fare è dare l’allarme ai servizi specializzati, per poi valutare attentamente la situazione, esaminando alcuni fattori: se l’infortunato è cosciente, se la sua respirazione e attività cardiaca siano presenti, e se le sue condizioni possano velocemente aggravarsi se non s’interviene tempestivamente. Dopodiché si può procedere con i primi interventi, applicando quando è opportuno le manovre necessarie. Proprio da queste, molte volte, dipende la vita di una persona rimasta vittima di un qualche malore o incidente. Intervenire nella maniera più corretta è, quindi, fondamentale.

Il primo intervento da fare quando si è davanti a un infortunato, è valutare se il soggetto è cosciente o non cosciente, cioè se sia in grado di rispondere agli stimoli esterni e di rispondere in qualche modo alle richieste del soccorritore o se, invece, non è in grado di dare alcun segnale a chi lo sta soccorrendo. In quest’ultimo caso, occorre prendere in considerazione due importanti funzioni vitali: la respirazione e l’attività cardiaca. Per vedere se il paziente respira, basta notare se presenta colorito normale e se la gabbia toracica si muove più o meno ritmicamente. In questo caso, può essere fondamentale anche la prova dello specchietto. Per valutare la presenza di attività cardiaca, invece, si dovrà palpare il polso o poggiare l’orecchio in corrispondenza del cuore. Se il paziente non respira, è necessario chiamare il 118 e fare la respirazione a bocca a bocca. Se non c’è attività cardiaca, invece, occorre procedere con il massaggio cardiaco esterno.