La quota di carboidrati in una <a href="http://www.diabete-mellito.eu">dieta diabete</a> può variare in base alle abitudini individuali e locali, ed in maniera complementare con il...
postato da mastrotura il 17/11/2011
Categoria: Medicina e Salute - tags: dieta diabete
dieta diabete

La quota di carboidrati in una <a href="http://www.diabete-mellito.eu">dieta diabete</a> può variare in base alle abitudini individuali e locali, ed in maniera complementare con il consumo di grassi cis-monoinsaturi. La quota di carboidrati può raggiungere anche il 60 % dell’energia totale a patto che il consumo di carboidrati derivi principalmente da alimenti ricchi in fibre idrosolubili (frutta, vegetali, legumi) e/o alimenti a basso indice glicemico (pasta, legumi, riso parboiled). Può essere importante in alcuni pazienti, in particolare nei diabetici trattati con insulina, la suddivisione della quota di carboidrati nell’arco della giornata (circa 20 % a colazione, 35 % a pranzo e a cena, 5 % per ciascuna delle merende) La dieta ricca in fibre (almeno 15-20 g/1000 kcal), preferibilmente idrosolubili, e/o con basso indice glicemico si è dimostrata efficace nel migliorare il controllo glicemico e lipidico dei pazienti con diabete mellito e utile nella prevenzione secondaria del diabete. In particolare pazienti in sovrappeso od obesi possono beneficiare dell’effetto saziante di questo alto apporto di carboidrati e fibre.

L’apporto di carboidrati deve essere ridotto in pazienti con controllo glicemico non ottimale e/o ipertrigliceridemia o se non è possibile utilizzare in quantità significative alimenti ricchi in fibre idrosolubili e con basso indice glicemico; in questi casi è consigliabile ridurre l’apporto di carboidrati senza scendere al di sotto del 45 % dell’energia totale giornaliera ed aumentare in maniera isoenergetica l’apporto di grassi cis-monoinsaturi. Va comunque posta particolare attenzione ad aumentare la quota totale di grassi a più del 35 % dell’energia totale, in quanto una dieta troppo ricca in grassi presenta una densità energetica elevata è può quindi facilitare l’insorgenza di obesità.

E’ consentito un piccolo consumo di saccarosio fino al 10 % dell’energia totale, da utilizzare preferibilmente nell’ambito di un pasto specialmente se ricco in fibre e da includere comunque nella quota giornaliera delle calorie e dei carboidrati in sostituzione di alimenti a basso contenuto in fibre e/o alto indice glicemico. Un apporto maggiore di saccarosio può portare ad ipertrigliceridemia e peggiorare il controllo glicemico.

Sono sconsigliate bibite contenenti saccarosio o glucosio, consentite solo in caso di crisi ipoglicemiche. In pazienti trattati con insulina è importante bilanciare la dose di insulina con la quantità di carboidrati consumati per evitare sia l’iperglicemia post prandiale che eventuali ipoglicemie. Il paziente dovrebbe quindi essere addestrato e messo in grado di poter autogestire le dosi di insulina in funzione della quantità e della qualità dei carboidrati introdotta. Per tutti i pazienti il rapporto carboidrati/grassi può variare in base alle preferenze personali e alle caratteristiche metaboliche e cliniche dei pazienti.

Fonte: http://www.diabete-mellito.eu