"Genius Loci", un mostra collettiva di artisti italiani a Berlino di Claudio Alessandri   Da sabato 13 Novembre, la Galleria d’Arte Miejsce der ort di Berlino, ospiterà una collettiva di artisti...
postato da claudio alessandri il 12/11/2010
Categoria: Cultura e Società - tags: cultura
Genius Loci

"Genius Loci", un mostra collettiva di artisti italiani a Berlino di Claudio Alessandri

  Da sabato 13 Novembre, la Galleria d’Arte Miejsce der ort di Berlino, ospiterà una collettiva di artisti italiani, coordinata dall’Associazione Culturale RicercArte di Palermo, dal titolo estremamente stimolante, non solo dal punto di vista pittorico: “Genius Loci”. L’argomento non è nuovo, ma incredibilmente attuale, visto che, sempre con maggiore frequenza gli organi di informazione di tutto il mondo, dedicano grande spazio ad un fenomeno universale,

materia divisa equamente fra ricerca scientifica e antropologica, e sempre ricorre una domanda: la nostra terra è l’unico pianeta abitato dell’intero, insondabile universo?

 Questa domanda che è divenuta sempre più pressante da quando l’uomo è andato sulla luna e ha sperimentato, attraverso dei robot fatti giungere sulla superficie inospitale e misteriosa di Marte, ha solo subito un poderoso impulso da questi recenti avvenimenti, ma la necessità di sapere se siamo gli unici esseri esistenti e intelligenti inquilini degli spazi siderali, ha avuto origine contemporaneamente all’uomo, un essere pensante, l’uomo sapiens, capace di volgere lo sguardo al cielo di una notte stellata e formulare quella domanda che, ancora oggi, ci assale tremebonda, ma che non ha ancora ricevuto una risposta esaustiva.

 Inevitabile quindi per l’umanità avvertire pressante la sensazione terrorizzante della solitudine, dell’abbandono. Questa dell’essere umano è una caratteristica distintiva da ogni altro essere esistente sul nostro pianeta, fatta eccezione per il mondo animale, soddisfatti i principali bisogni primari, ecco tornare ossessiva una domanda, la Terra è l’unico pianeta nell’intero universo che sia calcato da piede umano? Questa domanda, fin dal tempo più remoto è stata la principale ragione di mistero per tutti i popoli, pur non essendo a contatto fra di loro, almeno originariamente, si ponevano identica domanda e questa generalizzazione costituisce un indizio che non può ne deve essere ignorato.

 Comunque è un fatto decisivo constatare che questa paura generalizzata della solitudine, ha stimolato l’uomo a ricercare, a creare teorie, osservare i pianeti e da essi cogliere dei segni a volte compresi, ma il più delle volte misteriosi. Cambiavano gli elementi, il sole, gli uccelli, i venti, ma la motivazione era sempre eguale, leggere il futuro per sopportare, solo parzialmente, il baratro spaventevole di una realtà orfana.

 Ecco che gli uomini, dotati di menti razionali, per una volta abbandonano il loro bisogno di riscontri alle teorie e creano degli esseri incorporei, ma avvertiti a riempire quel “vuoto” che si manifesta come qualcosa che è posto a ostacolo della ragione, quegli esseri, hanno una sorprendente attinenza con gli “Angeli Custodi” del credo cattolico, presidiano ogni luogo che vede la presenza umana, il “Genius Loci” degli antichi romani, le Entità alate dei Sumeri, il serpente piumato degli Aztechi, il Genius Loci non visibile da occhio umano, ma esistente nel suo inconscio, gli altri citati, e molti altri ancora, visibili dall’uomo in rappresentazioni fantastiche, ma portatori, in ogni caso di teorizzazioni che dalla fantasia assumono senso finito.

 L’uomo privo di un soccorso sovra naturale, non sarebbe mai stato in grado di giungere ad una conclusione definitiva e meno che mai logica, ma l’essere umano era ed è dotato dell’intelligenza, quella straordinaria facoltà era ed è misteriosa al pari del grande enigma della Creazione dell’uomo.

 L’intelligenza era linfa e ragione del pensiero, dell’immaginazione e con essa l’invisibile pur se non tangibile diveniva realtà, una verità al di fuori dalla ragione, perché ispirata, non costruita artificiosamente. Ecco rivelata l’esistenza del “Genius Loci”, un genio benigno che, anche se non visto, era avvertito dall’uomo nel luogo da lui frequentato, non necessariamente sempre lo stesso, ogni luogo, purché abitato da un essere umano, godeva di un suo “Genio del Luogo” una presenza, come già detto, non materiale, tangibile, ma egualmente protettrice, con la sua esistenza avvertita dall’intimo umano come realtà consolatrice.

 Si assiste al fantastico rivelarsi del mondo spirituale che si manifesta ad esseri che, fino a allora, hanno creduto esclusivamente al tangibile, al soddisfacimento dei bisogni primari, nutrirsi, dormire e procreare, anche nelle primitive manifestazioni artistiche ad essere riprodotti sono i soggetti cacciati, utili alla loro sopravvivenza, ha inizio quel cammino alla ricerca di una soluzione al mistero della vita, un mistero che non può spiegarsi unicamente nel tramandare i propri geni per mezzo di una unione sessuale fra uomo e donna.

 Il “Genius Loci”, essendo entità avvertita, ma non vista, può essere mascolino o femminino, nel secondo caso bisognerà precisare “sive mas sive foemina”. Su questa stimolante e di difficile interpretazione, poiché si basa su elementi di trascendenza che traggono forza e continuità da antichissime credenze popolari, oggi oggetto di studio speculativo sulla storia dell’uomo e delle religioni, non nella sua fisicità, ma nella profondità del suo intelletto che esplora i meandri che conducono ad un mondo parallelo a quello reale, un mondo che, in fine, rappresenta la vera ragione del vivere nell’attesa del premio o della condanna finale.

 “il Genius Loci”, da non confondere con il “Nume Tutelare”, che appunto, tutelava la famiglia nel suo nucleo e non altri al di fuori dei propri defunti, prolunga la sua invisibile presenza dalle antichissime origini ai vari periodi storici percorsi da civiltà oggi scomparse, ma che hanno lasciato ai loro inconsci eredi una forma di dipendenza che è facile definire, continuità genetica.

 Ai nostri giorni è arduo affermare che ogni comunità umana, o anche un piccolo nucleo di persone, che sostano, anche per breve tempo, in un determinato luogo, godono della protezione del “Genius Loci” preposto a presiedere unicamente quel luogo. L’uomo moderno “figlio” del “Secolo dei lumi”, raziocinante fino all’esasperazione, alla negazione di tutto ciò che non è tangibile, possa accettare l’esistenza di una “entità” astratta, ma nonostante la “forza della ragione”, diviene arduo negare che, molte volte, nel sostare in un luogo, non importa quale, una città caotica, una foresta impenetrabile, la vetta di un alto monte, o molto più semplicemente il piccolo ambito della propria abitazione, si avverta, ne vista ne udita, semplicemente misteriosamente presente, fisicamente, una presenza irritante perché inspiegabile, allora perché negare a priori il “Genius Loci”, probabilmente, non per preconcetto, ma molto più semplicemente per timore di sconfiggere il raziocinio che l’uomo ha creato a difesa dell’irrazionale, una specie di scudo protettivo dell’uomo e con esso ogni certezza del reale.

 Prendono parte alla mostra gli artisti: Bartolomeo Conciauro, Rosetta D’Alessandro, Naire Feo, Dora Flavianna, Mimmo Guadagna, Gilda Gubiotti, Giovanni Leto, Nicola Lisanti, Alex Portuesi, Salvatore Previti, Francesca Raimondo, Maria Laura Riccobono, Celestina Salemi, Mimmo Serio, Vittorio Silvestri, Anna Torregrossa, Maria Felice Vadalà.

 La mostra organizzata dall’Associazione Culturale RicercArte verrà inaugurata sabato 13 Novembre alle ore 18 presso la Galleria d’Arte Miejsce der ort- di Berlino, Berliner Str,165, 10715 Berlin Wilmersdorf, ed è visitabile fino al 30 novembre ’10 – Orari: 17.00 – 20.00 escluso i festivi.
 

Fonte: http://www.italiainformazioni.com/giornale/cultura/