I proprietari di un albergo inglese che avevano rifiutato di accogliere una coppia gay in una camera matrimoniale sono stati condannati da un giudice per discriminazione. Peter e Hazelmary Bull...

Gb, gay respinti da hotel: risarciti

postato da foresto il 19/01/2011
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Gb, gay respinti da hotel: risarciti

I proprietari di un albergo inglese che avevano rifiutato di accogliere una coppia gay in una camera matrimoniale sono stati condannati da un giudice per discriminazione. Peter e Hazelmary Bull del Chymorvah Hotel vicino a Penzance, in Cornovaglia, avevano invocato i valori cristiani del matrimonio per impedire ai due di dividere la stanza, ma ora dovranno risarcire la coppia con 1.800 sterline a testa.


I problemi sono nati quando i due uomini, chiedendo di voler portare il cane, hanno fatto capire di voler dormire nella stessa stanza: "Non ci era saltato in testa che saremmo stati noi, non lui, a non essere i benvenuti". I Bull, profondamente cristiani, hanno subito replicato che al Chymorvah le camere doppie erano solo per coppie sposate. Martyn Hall e Steven Preddy, i due gay protagonisti della vicenda, in realtà hanno celebrato una unione civile e hanno quindi lo stesso stato legale di una coppia eterosessuale.

Il tribunale di Bristol ha così stabilito che gli albergatori hanno agito in maniera illegale nei confronti dei due gay. "La nostra politica sulle stanze matrimoniali si basa sulle nostre sincere convinzioni, non vi è ostilità contro nessuno", hanno detto in tribunale i proprietari dell'hotel che ora annunciano il ricorso in appello.

Grande soddisfazione per la sentenza da parte dei gruppi gay: dimostra "che non puoi mettere alla porta un omosessuale così come non puoi escludere un nero o un ebreo", hanno detto. Proteste, invece, dai movimenti cristiani. Mike Judge, del Christian Institute che ha finanziato la difesa dei Bull, ha sottolineato che dal verdetto emerge la dimostrazione che le leggi sull'eguaglianza sono usate sempre più "come spada anziché come scudo" e che i cristiani in Gran Bretagna "sono sempre più marginalizzati".