FILIPPO DE PISIS FIORI COLLEZIONATI – FIORI DIPINTI è il titolo della mostra, un prezioso omaggio all’opera del maestro Filippo de Pisis protagonista indiscusso dell’arte europea del Novecento....

FILIPPO DE PISIS - PROTAGONISTA INDISCUSSO DELL'ARTE DEL NOVECENTO di anna scorsone alessandri.

postato da anna scorsone il 03/11/2012
Categoria: Cultura e Società - tags: cultura

FILIPPO DE PISIS

FIORI COLLEZIONATI – FIORI DIPINTI è il titolo della mostra, un prezioso omaggio all’opera del maestro Filippo de Pisis protagonista indiscusso dell’arte europea del Novecento. Sin dal 1907 l’artista ha perlustrato campi, giardini e boschi dell’Italia settentrionale alla ricerca di erbe e fiori per realizzare un erbario, rivelando una stretta relazione tra la passione botanica  e la sua abilità nel rappresentare i fiori.

Filippo de Pisis, artista colto e sensibile e dal gusto estremamente raffinato, sin dai primi anni della sua produzione si impone sulla scena contemporanea dimostrando un grande talento nel dipingere in uno stile molto personale, che Eugenio Montale lo ha definito “a zampa di mosca”.

Le opere esposte 17 oli, 9 acquerelli e 8 fogli di erbario, incentrate sul tema dei fiori, che mostrano oltre alla profonda sensibilità coloristica di questo straordinario artista, capace di reinventare i generi: natura morta, paesaggio, ritratto di figura, in una scrittura pittorica assolutamente nuova, sospesa fra la cultura figurativa francese e la metafisica italiana.

Nel 1917 l’erbario di  De Pisis conta più di mille fogli infatti, consapevole di avere realizzato un opera di valore scientifico, decide di donare il suo lavoro all’Orto Botanico di Padova, custodito al Centro d’Ateneo Orto Botanico. Successivamente nel 1940, viene smembrato e disperso a causa di una diversa catalogazione..

Oggi grazie al lavoro di ricerca svolta da Paola Roncarati, ferrarese, già titolare di cattedra di lettere negli Istituti d’istruzione secondaria e in corsi sperimentali e Rossella Marcucci, padovana, laureata in Scienze Biologiche – ciascuna con specifiche competenze – hanno riportato alla luce e alla stesura di un saggio l’erbario di De Pisis arricchito da immagini e schede botaniche che testimoniano altresì la serietà scientifica della collezione esaminata. Il saggio dal titolo Filippo de Pisis botanico flàneur – un giovane tra erbe, ville, poesia, Ed. Leo S. Olschki, Firenze 2012, è stato riportato alla luce quasi per intero. Ed è proprio da questo erbario ritrovato che nasce l’idea della mostra prima a giugno  2012 a Milano presso la Fondazione Corrente ed ora a Cuneo “Spazio incontri Cassa di Risparmio di Cuneo 1855.

I fiori di De Pisis riescono a trasmettere all’osservatore quel senso di poeticità e malinconia infatti egli stesso ci svela quando scrive: “L’anima dei fiori vola via e penso con leggero spasimo al mistero che governa la vita e la bellezza”. I fiori di campo, le margherite, le rose li descrive sulla tela con brevi pennellate fissandoli nel momento del loro massimo splendore, in quanto dopo essere stati raccolti in breve tempo tendono a sfiorire. Completano l’esposizione alcuni materiali storici, pubblicazioni e fotografie, tra cui un antico trattato di botanica del ‘500 su cui de Pisis studiò.

Filippo de Pisis nasce a Ferrara nel 1896 inizia da adolescente a scrivere poesie, ma si dedica anche allo studio della pittura. Talento creativo e versatile dimostra subito un temperamento intellettuale e inclinazioni letterarie. Nel 1915 incontra Giorgio De Chirico, Alberto Savinio e Carlo Carrà restando incantato del loro modo di concepire la pittura, infatti ne condivide lo stile metafisico. L’incontro definitivo con la pittura avviene nel 1923 durante il periodo che trascorre ad Assisi. Si trasferisce a Parigi dove rimane fino allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1940. Durante  gli anni parigini De Pisis è affascinato dai dipinti degli Impressionisti e dai Fauves che assimila e poi  rielabora ottenendo così delle composizioni estremamente personali, animate da una vena malinconica. I sintomi della malattia nervosa, della quale era affetto da ragazzo, sono sempre evidenti, ma continua a lavorare. Si  trasferisce a Milano fino al 1943 quando il suo studio venne distrutto dai bombardamenti. Lo stesso anno  si stabilisce a  Venezia dove resta fino al 1948. Continua a studiare ispirato dalla pittura di Francesco Guardi e di altri maestri veneziani del XIII secolo; successivamente a Roma scopre i toni caldi della pittura settecentesca e li riversa nelle nature morte e nei fiori, che divennero l’argomento preferito. Le sue opere ottengono il successo che meritavano soprattutto alle Biennali di Venezia nel 1948 e nel 1954, I sintomi della malattia  lo portano a ripetuti ricoveri. Gli ultimi quadri sono lo specchio delle sue sofferenze i colori sono cupi esprimono un profondo malessere. Muore a Milano il 2 aprile del 1956.

 

La mostra a cura di Maddalena Tibertelli de Pisis, Elisa Camesasca e Cinzia Tesio è visitabile fino al 9 dicembre 2012 dal martedì al venerdì dalle 16,00 alle 20,00 sabato e domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 20.00. Spazio Incontri Cassa di Risparmio di Cuneo 1855 Via Roma, 15 - Cuneo

Per le scuole disponibilità solo la mattina dei giorni feriali.

              Anna Scorsone Alessandri