Edo Janich e Leonardo Sciascia, l’incisore, il disegno raffinato e lo scrittore famoso che ha amato i lavori di questo friulano puro sangue che giunto nella nostra isola ne è rimasto stregato, gli...

EDO JANICH E' TORNATO ALLA SUA AMATA SICILIA di Claudio Alessandri

postato da claudio alessandri il 16/12/2011
Categoria: Cultura e Società - tags: cultura
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Edo Janich e Leonardo Sciascia, l’incisore, il disegno raffinato e lo scrittore famoso che ha amato i lavori di questo friulano puro sangue che giunto nella nostra isola ne è rimasto stregato, gli ulivi saraceni lo colpivano con le loro scultoree, naturali contorsioni scultoree, le chiese barocche e tanto altro ancora di una natura prorompente e contemporaneamente dolce e romantica, già cantata da poeti e pittori provenienti in particolar modo dal nord Italia ed europeo. In gioventù, quando lo conobbi, era uno spilungone  allampanato artista sempre impegnato, quasi frenetico a incidere  sulle lastre di rame o di zinco, disegnare opere dalla qualità altissima, come per le incisioni, curate nei minimi particolari senza insistere su ciò che riteneva superfluo.

 

Lo conobbi, per la prima volta, presso la Galleria Arte al Borgo, che non mancava mai di frequentare, durante le  sue improvvise apparizioni, per esporre in una mostra a Palermo o altre città isolane. Sottoponeva le sue opere recenti al “Professore”, quasi a volere mostrare ad un vecchio la perfezione di un nuovo bambino, Sciascia osservava attentamente la “fatica” di Edo Janich che sembrava sottrarsi all’ambiente per dedicare la massima attenzione alle varie espressioni del volto mobilissimo dello scrittore racalmutese. Un aggrottamento della fronte, un lieve sorriso, le labbra strette come stesse concentrandosi di più su una delle opere che Janich gli andava porgendo man mano, ovviamente era immancabile il levarsi di quel sottile filo di fumo che era generato dall’ennesima sigaretta, forse cagione dei suoi guai alla salute, in ogni caso certamente non salutari, lo sapeva, ma non rinunciò mai a quel pestifero “tubetto di carta bianca”, gioco forza dovette smettere, forse solo poco prima della sua morte.

 

Janich si rimaterializzava quando il “Professore” solo accompagnando il gesto di restituire le incisioni, guardando fisso negli occhi l’artista emozionato in attesa di un responso, poi di approvazione. Finita quella specie di cerimonia tutta cerebrale, finalmente Janich si rendeva disponibile alla conversazione con gli altri, abituali, frequentatori della Galleria che, fino a quello strano “imprimatur” erano rimasti in silenzio assoluto.

 

Da quei lontani giorni i nostri rapporti si sono infittiti e quando Edo Janich fa visita alla nostra città, non manco mai  di incontrarlo presso una galleria o altrove, per vedere le opere di Janich scultore, altra sua passione che ha affiancato e con successo notevole alla primitiva passione per l’incisione, l’incisione come era adottata anticamente, bando alle false incisioni e tutto ciò che non è arte pura.  

 

Edo Janich oggi espone a Palermo, presso la Galleria “Spazio Parallelo”; via Libertà, 34; orari 17 – 20. La mostra che comprende le sue originali incisioni e gli altrettanto validi disegni si  inaugura oggi 16 dicembre 2011, curatore Fabio Lupo che accoglie il maestro dopo anni di assenza e chiuderà i battenti il 14 gennaio 2012.

                                                       Claudio Alessandri