Passa ormai quasi in sordina l’introduzione di nuovi balzelli a carico dei cittadini.

Dopo i rincari di Rca, Ipt e carburante, arriva un nuovo balzello per i consumatori la "tassa" sugli pneumatici

giovanni d'agata

Passa ormai quasi in sordina l’introduzione di nuovi balzelli a carico dei cittadini. Si tratta di pochi euro o di aumenti dei costi progressivi dei servizi come era successo qualche tempo fa con l’introduzione del contributo unificato per i ricorsi avverso le sanzioni amministrative o come i rincari  Rca, Ipt e carburante.

Ora viene inventato un “contributo ambientale” per il recupero e lo smaltimento degli pneumatici fuori uso che l'automobilista pagherà all'acquisto di un'auto nuova o di pneumatici nuovi che è stato introdotto a seguito del Decreto del Ministero dell’Ambiente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 131 dell’8 giugno 2011. La qualifica data dal Ministero deriva dal fatto che non si tratterebbe di una vera e propria tassa in quanto non direttamente percepita dallo  Stato ma una sorta di versamento che finirà in un fondo gestito rispettivamente da ACI ed Ecopneus (quest’ultima è la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale degli pneumatici fuori uso, creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia)  che avranno la responsabilità di smaltire correttamente le vecchie “gomme”.

Secondo indiscrezioni, il nuovo balzello varierà dai 3 ai 4 euro a gomma e così se si parla di un “treno” di gomme sarà intorno ai 14 – 20 euro per autovettura che sarà riscosso per le autovetture di nuova immatricolazione dal rivenditore del veicolo all’atto della vendita di ogni veicolo nuovo per poi confluire in un fondo gestito dall’ACI, mentre ogni volta che acquisteremo pneumatici nuovi, pagheremo un contributo a Ecopneus, che dovrà utilizzare questo denaro per smaltire le gomme vecchie.

Insomma, conclude Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, le provano di tutte, ed alla fine a pagare sono sempre i consumatori.