La Gran Bretagna di recente ha annunciato la riforma Vickers della legge bancaria (vedi post Economy2050 “Banche più sicure a Londra”) per ridurre l'assunzione dei rischi da parte degli istituti...
 la Swiss National Bank

La Gran Bretagna di recente ha annunciato la riforma Vickers della legge bancaria (vedi post Economy2050 “Banche più sicure a Londra”) per ridurre l'assunzione dei rischi da parte degli istituti di credito ed evitare così il ripetersi dell'intervento pubblico di salvataggio. La Svizzera per raggiungere il medesimo obiettivo si è mossa da anni, attraverso la sua Banca Centrale. E la Swiss National Bank (SNB) ha agito con passo felpato ma deciso e rapido, come è tradizione delle autorità cantonali...
Nel 2008 la Confederazione è intervenuta per salvare UBS: l'istituto ha ricevuto dallo stato 6 miliardi di franchi (5,2 miliardi di euro) e ha dovuto conferire 60 miliardi di dollari di asset tossici in un fondo separato garantito dalla Banca Centrale. Sul finire del 2008 il Credit Suisse (CS), che aveva rifiutato il soccorso pubblico, è dovuta ricorrere ad un aumento di capitale sul mercato da 10 miliardi di franchi (di cui la metà tramite strumenti ibridi non diluitivi, peraltro rinegoziati con i sottoscrittori ad inizio 2011). La quota maggiore di nuovo capitale è stata apportata dal fondo sovrano del Qatar. Al contrario delle altre banche centrali, la Swiss National Bank non è rimasta spettatrice dell'accaduto, ma è intervenuta energicamente dettando il suo punto di vista e le sue condizioni. Non ha tentato semplicemente di arginare i sintomi della crisi bancaria, ma ha agito direttamente sugli istituti che l'hanno provocata...http://www.economy2050.com/2012/01/le-banche-svizzere-costrette.html

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