L'esposizione a temperature alte e umide può portare al colpo di calore, cioè a un forte aumento della temperatura del corpo. Nei corsi di primo soccorso aziendale è possibile apprendere le...

Come proteggersi dal colpo di calore

postato da amred201 il 04/07/2012
Categoria: Salute e Benessere - tags: colpo di calore + corsi aziendali + corsi di primo soccorso

Il colpo di calore (ipertermia) non è altro che un forte aumento della temperatura del corpo, assai frequente durante l’estate, in seguito alla prolungata esposizione al sole e a temperature troppo elevate o umide. In poche parole, tale malore occorre perché l’organismo accumula più calore di quanto non riesca poi a espellere tramite la sudorazione, per cui occorre un calo pressorio e in certi casi pure uno stato di shock. Ovviamente alcuni fattori contribuiscono più di altri al verificarsi di un malessere di questo tipo, come l’obesità, l’etilismo o l’assunzione di determinati farmaci. I soggetti più deboli sono anziani, bambini e donne.

Il colpo di calore può palesarsi, inizialmente, tramite confusione, crampi muscolari e nausea o vomito. Chi ne è colpito, inoltre, inizia a sudare in maniera copiosa, così da riuscire a espellere il calore in eccesso. Tra gli altri sintomi, vanno ricordati pure il mal di testa, la perdita di lucidità o comunque la confusione mentale, il volto arrossato, la sete intensa, la cute calda e una sensazione di generale debolezza, accompagnata perfino da crampi muscolari. Se nonostante questi sintomi si continua l’esposizione al sole, allora si verifica l’ipertermia conclamata, che comporta danni cerebrali, rigidità muscolare e infine la morte.

Molto spesso le tecniche per la gestione degli aspetti connessi ad aritmie cardiache vengono spiegati nei corsi di primo soccorso aziendale che solitamente vengono fatti fare ai lavoratori per quanto riguarda la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

In caso di colpo di calore, occorre disporre immediatamente chi ne è affetto all’ombra o comunque in un luogo fresco, rimuovendo i vestiti troppo stretti e permettendo così il raffreddamento passivo della pelle. Si può procedere, anche, avvolgendo la vittima in un lenzuolo freddo e umido o facendo impacchi freddi alla testa, alla nuca, al torso o all’inguine. In questa maniera, si contribuisce attivamente al raffreddamento del corpo. Il ghiaccio o l’acqua gelida devono essere utilizzati con cautela, perché possono innescare un principio di ipotermia. Per tale ragione, è preferibile utilizzarli solo in ospedale o, comunque, controllando costantemente la temperatura del paziente. Occorre, inoltre, reidratare l’organismo tramite la somministrazione di acqua o di sostanze saline. In ogni caso, è necessario avvisare immediatamente un medico o richiedere l’intervento del pronto soccorso ospedaliero.

Per evitare casi di ipertermia, è necessario seguire alcuni semplici accorgimenti, che poi sono gli stessi generalmente indicati con l’approssimarsi dell’estate e delle alte temperature. Tra questi, ad esempio, evitare di esporsi al sole durante le ore più calde della giornata, utilizzare vestiti leggeri e larghi per facilitare la traspirazione e proteggere la testa con dei cappellini chiari. Ѐ molto importante, anche, mantenere l’organismo sempre ben idratato, bevendo molta acqua per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. Solitamente non esistono sintomi specifici che indicano un eventuale stato di disidratazione: a parte la sete, che non sempre è un indicatore attendibile, un sintomo può essere il colore dell’urina. Più questa è scura, più il nostro organismo ha bisogno di assumere liquidi.