CANCELLARE LE CONTRORIFORME DELLE PENSIONI CON IL FRONTE UNICO DI LOTTA DEL PROLETARIATO! Gli effetti della controriforma delle pensioni Fornero - che costringe i lavoratori a lavorare sino allo...

CANCELLARE LE CONTRORIFORME DELLE PENSIONI CON IL FRONTE UNICO DI LOTTA DEL PROLETARIATO!

postato da piattaforma comunista il 27/11/2017
Categoria: Italia - tags: pensioni + piattaforma comunista + volantino

CANCELLARE LE CONTRORIFORME DELLE PENSIONI

CON IL FRONTE UNICO DI LOTTA DEL PROLETARIATO!

Gli effetti della controriforma delle pensioni Fornero - che costringe i lavoratori a lavorare sino allo sfinimento, mentre milioni di giovani sono lasciati nella disoccupazione e nel precariato - sono sempre più devastanti. Il governo Gentiloni, espressione dell’oligarchia finanziaria e ligio ai diktat della UE, non intende rimetterla in discussione, ma solo creare più divisioni fra i lavoratori. 

La legge Fornero, con l’aumento automatico dell’età per andare in pensione, la penalizzazione delle lavoratrici e l’esclusione dei giovani, la fine degli ammortizzatori sociali, è una delle norme più incivili di un sistema irrazionale e decrepito. Nel capitalismo più si sviluppano le forze produttive e più si prolunga lo sfruttamento dei lavoratori, più aumenta la ricchezza socialmente prodotta e più si estende la miseria, più gli operai producono merci e più vengono ricattati e licenziati.

La ripresa della mobilitazione sul terreno delle pensioni, contro le politiche governative, è indispensabile, senza dimenticare che negli anni scorsi chi ha allungato l’età pensionabile e tagliato le pensioni sono stati sia i governi di centrodestra, sia quelli “tecnici”, sia quelli di centrosinistra.  

Così come non scordiamo che nel 2011 i vertici sindacali si limitarono a 3 misere ore di sciopero contro la legge Fornero. Stessa musica suonarono sull’art. 18, smobilitando la lotta.

La linea della collaborazione di classe ha agevolato l’offensiva capitalista che abbiamo subito in questi anni, volta a liquidare tutte le conquiste ottenute con decenni di battaglie degli operai e delle masse popolari, per riportarci indietro di un secolo.

Quello che non si è voluto difendere con la lotta non può oggi essere ripreso con le illusioni elettorali e il sostegno a chi ha votato le misure antioperaie di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, il Jobs Act, le controriforme costituzionali e le avventure militari all’estero.

Nemmeno servono manifestazioni territoriali dai contenuti debolissimi e senza un minuto di sciopero, come quelle indette da Camusso per distinguersi dai valletti di CISL e UIL e far vedere che si sta facendo qualcosa.

La lunga stagione delle commedie sindacali è finita. Bisogna tornare a lottare uniti e sul serio! Ma questo è possibile farlo solo abbandonando l’idea secondo cui i vertici e la burocrazia sindacale possono cambiare la loro linea capitolazionista e rinunciare ai loro privilegi.

La chiave della situazione è nelle mani della classe operaia!

Non servono le deroghe, il blocco degli automatismi o la previdenza integrativa. Rivendichiamo l’abolizione dell’infame controriforma Fornero e delle altre che l’hanno preceduta! 35 anni di lavoro e 60 anni di anzianità bastano e avanzano per andare in pensione! Ripristino del sistema retributivo, separazione dell’assistenza dalla previdenza! Stop ai privilegi, vitalizi, rendite e pensioni d'oro di padroni, manager, politicanti borghesi e preti! Paghi chi non ha mai pagato: i capitalisti, i ricchi, i grandi evasori, i parassiti della società!

La battaglia deve essere impostata sul terreno più favorevole: quello di una vera mobilitazione nei centri industriali e nelle piazze, per arrivare a uno sciopero generale politico sulle questioni del lavoro, delle pensioni e dei diritti basato su una piattaforma di difesa intransigente degli  interessi di classe. Gli operai di molte fabbriche hanno già iniziato a scioperare, occorre continuare!

Per cambiare i rapporti di forza ci vuole il fronte unico di lotta degli operai, dei lavoratori sfruttati, di tutte le forze che vogliono combattere il barbaro sistema capitalistico e i suoi servi.

Con la lotta dura e la costruzione di organismi di massa (consigli, comitati, etc.) sconfiggeremo i governi borghesi e apriremo la via a un governo rivoluzionario degli operai, per farla finita con la società del massimo profitto capitalistico.

Affinché i lavoratori possano vedere soddisfatte le loro esigenze e i giovani avere un futuro il capitalismo deve essere seppellito con la rivoluzione socialista!

Che i migliori elementi del proletariato prendano coscienza della necessità di organizzarsi in Partito politico indipendente e rivoluzionario per dirigere la lotta per la nuova società!

Uniamoci, organizziamoci, lottiamo assieme!

 

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

www.piattaformacomunista.com                     teoriaeprassi@yahoo.it