Pochi giorni fa in televisione e sui giornali è stata riportata una notizia relativa ai biocarburanti alquanto curiosa. Alcuni ricercatori dell’università del Mississipi analizzando gli escrementi...

Biocarburanti inventati dai panda

postato da redazione26 il 03/09/2011
Categoria: Animali e Natura - tags: biocarburanti + fotovoltaico + panda

Pochi giorni fa in televisione e sui giornali è stata riportata una notizia relativa ai biocarburanti alquanto curiosa. Alcuni ricercatori dell’università del Mississipi analizzando gli escrementi di una coppia di panda dello zoo di Memphis avrebbero individuato i microorganismi responsabili della trasformazione delle fibre di bambù all’interno dell’intestino di questi mammiferi.

Alla maggior parte delle persone la notizia ha fatto sorridere, ma per gli addetti ai lavori ha una discreta rilevanza scientifica. Individuare questi batteri permetterà di sviluppare nuove applicazioni nella ricerca di soluzioni ecologiche per la produzione di biocarburanti ed energia pulita.

Oggi, l’energia prodotta da fonti rinnovabili è ricavata principalmente da impianti fotovoltaici e strutture eoliche, i biocarburanti sono ancora difficili ed economicamente poco vantaggiosi da produrre. La creazione richiede tempi più lunghi, per non parlare poi delle piantagioni che devono essere coltivate, togliendo spazio a foreste e alle coltivazioni umane.    

Gli studiosi dell’università del Mississipi, dopo lunghi mesi di ricerche, hanno analizzato come l’apparato digerente di questi famosi mammiferi asiatici trasforma il bambù, noto per essere una delle fibre vegetali più resistenti, grazie a questi batteri. 

Se le ricerche continueranno in questa direzione, si riuscirà a produrre biocarburanti, attraverso processi più efficienti di fermentazione, utilizzando qualsiasi tipo di scarto legnoso senza dover necessariamente mettere in piedi una coltura, abbassando anche i costi di produzione e il prezzo finale del prodotto. Il processo diventerà non solo meno costoso ma anche più efficiente dal punto di vista produttivo e meno invasivo sul fronte ambientale.

Grazie alla fermentazione gli scarti legnosi saranno trasformati prima in zuccheri e poi in bioetanolo, un carburante in grado di sostituire la benzina.