Per far sì che il proprio sito appaia tra i primi risultati di una ricerca su un motore di ricerca si possono avviare diverse strategie.
postato da BancomailUS il 23/02/2011
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I motori di ricerca: come arrivare nei primi posti dei risultati

Abbiamo visto qui come le nuove tendenze in campo pubblicitario siano orientate verso il web. Il sito internet di un’azienda rappresenta il suo spazio in rete. Questa è sovraffollata di     vetrine aziendali, di conseguenza diventa prioritario far emergere la propria.

Per far sì che il proprio sito appaia tra i primi risultati di una ricerca su un motore di ricerca si possono avviare diverse strategie. Una di queste è il SEM, Search Engine Marketing, un’attività che permette la promozione del proprio sito attraverso l’incremento della sua visibilità proprio sui motori di ricerca.

Parallelamente all’aumento dei siti internet, sono comparsi anche i primi motori di ricerca per facilitare l’utente nel reperire le informazioni necessarie, parliamo del paleolitico: seconda metà degli anni ’90.

Per accrescere il proprio business (contestualmente a quello delle aziende indicizzate), i motori di ricerca, hanno sviluppato campagne pubblicitarie dette pay per click. I primi programmi di gestione di queste campagne sono stati Open Text Index nato nel 1996 e GoTo.com nel 1998.

La campagna pay per click permette di aumentare i volumi di traffico del proprio sito grazie alposizionamento favorevole che questa permette. Con un sistema di aste basate su diversi fattori, quali costo per click massimo impostato, pertinenza del sito internet con la richiesta dell’utente e qualità delle pagine proposte, è possibile posizionare la propria vetrina tra i primi posti nella prima pagina dei risultati.

Quali sono i players a disposizione?

Ad oggi  ne esistono diversi: alcuni operano su scala globale, altre sono mirati localmente.

Tra quelle che offrono programmi a livello globale di SEM troviamo: Google, Yahoo!, Bing, Ask.com. Tra quelli dedicati a precise zone geografiche: Baidu per la Cina; Yandex e Rambler per la Russia; Timwaya per Hong Kong; Onkosh e Ayna per i paesi arabi e leit.is che serve il mercato islandese.

Viene da chiedersi a questo punto quale sia il fattore discriminate che fa propendere per uno piuttosto che per l’altro. La risposta è da trovarsi nelle quote di mercato che i motori di ricerca si spartiscono, stiamo parlando, ovviamente di quelli a livello globale.
Guardando alla situazione italiana, come evidenzia StatCounter – Global Stats, Google detiene il 96,1%, dato rilevato a Gennaio 2011. Il restante 3,9% è suddiviso tra gli altri motori di ricerca, in particolare abbiamo Bing con il 2,1%, Yahoo con l’ 1,1%, Ask con lo 0,4%, il resto è attribuito a vari minori motori di ricerca.

La situazione è abbastanza stabile, può subire qualche lieve modifica nel corso dei mesi ma il buona sostanza Google è sempre stato leader del mercato, inutile sottolinearlo.
Va da sé che le campagne di pay per click possano avere più o meno successo a seconda della diffusione d’uso del motore di ricerca cui sono appoggiate.

Altri fattori concorrono alla buona riuscita della campagna, come ad esempio: la pertinenzadelle keywords sul sito, la qualità della landing page, la pertinenza delle keywords del sito rispetto alla query dell’utente, etc . Quindi stay tuned: a breve vi sveleremo qualche trucchetto per fare della vostra una campagna  di successo!

Fonte: http://www.bancomail.it/blog/index.php/search-engine-marketing-sem-i-players/