Sono davvero numerose le persone che sono abituate - e spesso costrette - a spostarsi con l'auto per lunghi chilometri per motivi di lavoro; per questo, in molti casi per i dipendenti è previsto...

Auto e lavoro, un binomio da approfondire

postato da ElenaVe il 22/06/2017
Categoria: Economia - tags: aci + rimborso chilometrico + veicolo aziendale

Sono davvero numerose le persone che sono abituate - e spesso costrette - a spostarsi con l'auto per lunghi chilometri per motivi di lavoro; per questo, in molti casi per i dipendenti è previsto un rimborso chilometrico erogato dall’azienda, uno strumento che è bene approfondire per capirne a pieno i vantaggi e il funzionamento.

Un rimborso per i lavoratori

A guidarci alla scoperta di questo sistema è il portale fissovariabile.it, portale di informazione finanziaria che ha dedicato differenti focus sull'argomento; seguendo la definizione più semplice, il rimborso chilometrico è un’indennità che viene stanziata dall’azienda a titolo di rimborso al lavoratore o professionista che utilizza il suo veicolo nello svolgimento dell’attività lavorativa.

A lavoro con l'auto

Per definire l’importo che viene versato esistono specifiche tabelle, fissate dall'Aci e aggiornate su base annua sulla base di rigorosi calcoli che consentono di procedere alla determinazione del fringe-benefit, ovvero la  retribuzione in natura che deriva dalla concessione in uso di un veicolo aziendale ai propri dipendenti.

Come funziona il rimborso chilometrico

In generale, l'Aci aggiorna i costi calcolando in maniera specifica due fattori: innanzitutto, bisogna specificare i costi proporzionali all’utilizzo, cioè quelli legati direttamente all’utilizzo del veicolo, e dunque spese per i rifornimenti di carburante, costi legati alla manutenzione e a interventi di riparazione e quelli per l'acquisto degli pneumatici. Non meno importanti sono i cosiddetti i costi non proporzionali, ovvero quelli che non dipendono dall’uso della vettura, ma dalla sua "gestione", anche amministrativa (come ad esempio bollo auto e assicurazione, obbligatori per tutti i veicoli come ben noto).

I costi da valutare

Da questo computo, come si vede, sono esclusi i costi accessori, ovvero quelli che servono a saldare le spese per parcheggi e pedaggi. Altra informazione importante, il rimborso può essere richiesto e concesso sia per una vettura di proprietà del dipendente o del libero professionista (e in questo caso occorrerà effettuare il calcolo rimborso chilometrico auto propria), ma anche per mezzi noleggiati o a locazione finanziaria, ma può anche riguardare un mezzo pubblico come il treno.

La regolamentazione

In base poi al mezzo scelto per gli spostamenti in trasferta, alla regolamentazione regolato di tale utilizzo e all'entità stessa dei viaggi, sono diverse ovviamente le conseguenze economiche, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. Altro particolare importante riguarda il sistema di tassazione cui è sottoposto questo strumento: il rimborso infatti viene tassato se la trasferta avviene all’interno del Comune in cui si trova la sede di lavoro, mentre al contrario è deducibile quando il viaggio avviene al di fuori del Comune in cui è localizzato l’azienda.

A Vicenza si sperimenta un rimborso alternativo

Tra le decisioni più innovative in questo senso, va segnalato il caso del Comune di Vicenza, che di recente ha approvato in Consiglio una proposta che determina un rimborso spese chilometrico per chi si reca al lavoro o a scuola in bicicletta. In realtà, prima della partenza ufficiale si attende un finanziamento ministeriale (la richiesta è di un milione di euro per supportare l'iniziativa), e al momento si fa largo l'ipotesi di attivare a stretto giro "l’erogazione di un buono mobilità a chi usa il trasporto pubblico: se un utente fa un nuovo abbonamento dell’autobus la sua scelta è verificabile", come dichiarato dal locale assessore alla mobilità.

L'esempio del Belgio

In realtà, quello che in Italia appare un'idea "bizzarra" in Belgio è realtà da tempo: i lavoratori che usano la bici nel Paese del Nord Europa, infatti, guadagnano 0,23 centesimi ogni mille metri. Un incentivo di cui beneficia il 9% della forza lavoro di tutto il Paese, con effetti positivi anche per l'ambiente.